Il prefetto archivia l’idea dei villaggi della solidarietà

Non bastavano le proteste dell’opposizione. Ci voleva una tragedia per bloccare i villaggi della solidarietà. La morte di Giovanna Reggiani, la donna seviziata e uccisa a Tor di Quinto da un romeno, ha spinto il prefetto di Roma Carlo Mosca a riesaminare l’idea «solo nel momento in cui i delinquenti saranno allontanati».
A poche ore dall’entrata in vigore del decreto legge, che dà facoltà ai rappresentanti territoriali del governo di disporre l’espulsione per motivi di pubblica sicurezza dei cittadini comunitari, Mosca si è detto pronto a firmare i primi provvedimenti. «C’è già una proposta dei carabinieri che riguarda l’allontanamento di un romeno - ha spiegato -. Da gennaio a settembre, i militari hanno arrestato in flagranza 10.800 persone. Di queste 8.000 sono stranieri e 4.000 romeni. Ora occorre dare un segnale forte per garantire la sicurezza alla gente, ma si deve rifiutare l’equazione romeni uguale delinquenti. Questa norma consente proprio di distinguere chi lavora onestamente da chi delinque e quindi non merita di restare sul nostro territorio».
Il prefetto proprio ieri ha incontrato una delegazione di An per parlare di sicurezza e più tardi è stato ricevuto dal cardinal Ruini. «Gli ho chiesto di aiutarmi a trovare una sistemazione per le persone che meritano assistenza: bambini, donne - ha raccontato -. L’ho pregato di mettere a disposizione le strutture della chiesa non occupate perché non si può operare senza senso di misura con chi ha bisogno di assistenza».
An, invece, ha espresso l’intenzione di presentare un pacchetto di emendamenti al decreto. «Non molleremo fino a quando non si imboccherà la strada del numero chiuso per l’ingresso degli stranieri - ha sottolineato il presidente della federazione romana, Gianni Alemanno -. Chiederemo che le espulsioni dei cittadini comunitari siano fatte sempre d’urgenza e ogni qualvolta ci siano condizioni di pericolo, non solo quando ci siano reati già commessi».
Il vice presidente di An al Comune e vice presidente della Commissione Sicurezza Dario Rossin chiederà la convocazione di un consiglio comunale straordinario immediato sulla sicurezza, alla presenza anche del sindaco e dell’assessore Touadì. «Vogliamo sapere quali sono le contromisure che intendono adottare - ha spiegato - e chiediamo la convocazione settimanale della commissione sicurezza, poiché la ripetuta colpevole non convocazione è una delle causa del caos in città. Oggi sono tutti ipocriti e opportunisti e si battono il petto: ma dov’erano prima di questo dramma annunciato?».
Il XX municipio, infine, è pronto a scendere in campo contro illegalità e violenza. «Il colloquio con il prefetto - ha evidenziato il presidente del XX Municipio Massimiliano Fasoli - rende operative le nostre iniziative volte alla sicurezza. Nei prossimi giorni avvieremo la bonifica dell’area. Domani (oggi per chi legge, ndr) alle 11 a ponte Milvio si terrà un consiglio straordinario con il quale cominceremo a fare la politica della gente e non quella dell’immagine. Verranno censiti gli insediamenti abusivi e i loro abitanti, per poi avviare progetti di accoglienza nei quali sarà coinvolto l’assessorato alle Politiche sociali».