Il prefetto: «Guai ad avere paura»

«Garantire la sicurezza dei cittadini senza limitare la loro libertà». Nelle parole del prefetto di Milano, Bruno Ferrante, la sintesi dell’ora e mezzo di lavoro del comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza riunito in corso Monforte. Dopo il vertice il «padrone di casa», accompagnato dal sindaco, Gabriele Albertini, ha spiegato le linee delle speciali misure anti terrorismo.
«Noi abbiamo studiato due aspetti - dice Ferrante -. Il primo riguarda le misure di sicurezza e la vigilanza agli obiettivi. L’altro le modalità di soccorso nell’eventualità che si verifichi un attentato». Tutto predisposto, o quasi, in attesa che nei prossimi giorni si riuniscano i responsabili della Protezione civile, i gestori del sistema di comunicazione e dei mezzi di trasporto per stabilire un protocollo nel caso si dovesse passare da una situazione di allarme latente a una fase acuta.
Prima di tutto rassicurare i milanesi. «Lavoriamo senza voler creare allarme - continua il prefetto -. Guai se i cittadini avessero paura. Non bisogna alterare il proprio stile di vita, ma proseguire con gli impegni come si è sempre fatto. Questo è il modo migliore di combattere il terrorismo». Anche se, ammette Ferrante, l’Italia, e Milano in particolare, sembrano sotto tiro: «Siamo consapevoli dei rischi che corre Milano. Al momento però non ci sono elementi concreti per temere. L’analisi ci porta a dire che non dobbiamo abbassare la guardia, ma elevare il nostro impegno. Perciò abbiamo studiato misure aggiuntive in termini di uomini e tecnologie».
Milano sta prendendo tutte le precauzioni necessarie. «Dobbiamo proteggere - prosegue Ferrante - tutti quegli obiettivi che la storia recente ci insegna essere a rischio. Stazioni, metropolitana e aeroporti sono luoghi che sono già stati attaccati dal terrorismo internazionale».
Il sindaco Albertini sottolinea l’importanza di una linea comune. «È fondamentale il protocollo di intesa tra le istituzioni che verrà firmato nei prossimi giorni. Milano non è né più né meno a rischio di altre città, ma se dovesse succedere qualcosa è necessaria una centralità di comando, insieme a un’organizzazione capillare dei servizi e delle responsabilità». Palazzo Marino garantisce «il coinvolgimento della polizia locale nelle azioni di controllo e supporto alle forze dell’ordine».
Punto centrale della «strategia della rassicurazione» sono le esercitazioni, in città, alle quali saranno chiamati a partecipare anche i milanesi. «C’è grande senso civico - sottolinea Ferrante -. Facciamo affidamento su quello. Nelle occasioni in cui si sono verificati a Milano eventi eccezionali e imprevisti, come il disastro aereo di Linate (8 ottobre 2001, 118 morti) e lo schianto di un piccolo aereo al grattacielo Pirelli (aprile 2002, 3 morti) gli apparati di sicurezza e i cittadini hanno reagito in maniera splendida».
Anche il Pirellone farà la sua parte. «La Regione darà come giusto un contributo - dice l’assessore alla Sicurezza, Massimo Buscemi - con il coordinamento nell’hinterland di Protezione civile e 118 in caso di emergenze sanitarie». Un richiamo all’unità arriva pure dal governatore Roberto Formigoni. «C’è bisogno della collaborazione di ogni persona - afferma il presidente della Regione -. Di fronte a questa guerra dichiarata, noi tutti dobbiamo mobilitarci per dare sicurezza alle nostre famiglie».