Il prefetto multato fa ricorso. Al prefetto

Gian Valerio Lombardi sanzionato per aver parcheggiato l’auto in un’area riservata ai disabili. La lettera ai sui uffici: "La macchina era in panne, mi sono dovuto fermare". Alla fine ha pagato

Signor Prefetto, mi tolga la multa. Di ricorsi così, sul tavolo del prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi ne arrivano in continuazione, motivati nei modi più disparati. Ma nei mesi scorsi a Lombardi è arrivato un ricorso particolare: perché la firma sotto era «Gian Valerio Lombardi». E non era un caso di omonimia.
Il prefetto ha fatto ricorso a se stesso per togliersi una multa. Detto fuori dal gergo burocratico, questa è la sostanza della notizia. A renderla nota sono i giornalisti di Quattroruote, periodico specializzato in automobilismo, e da tempo paladino delle ragioni degli automobilisti vessati dalle multe. La notizia, fornita di pezze d’appoggio, è incontrovertibilmente vera. E infatti da corso Monforte fanno sapere che l’eccellenza Lombardi ha in effetti presentato ricorso contro una multa: ma l’ha fatto «come cittadino». Dopodiché, evidentemente si è reso conto della sottile schizofrenia di una situazione in cui il prefetto Gian Valerio avrebbe dovuto valutare i torti e le ragioni del cittadino Gian Valerio. Così ha provveduto a pagare la multa, estinguendo di fatto la procedura innescata col ricorso.
Sulla carta, l’infrazione commessa da Lombardi era tra le più disdicevoli: avere posteggiato la propria autovettura su un parcheggio riservato a un disabile. Non a caso, per questi comportamenti il codice della strada prevede oltre alla sanzione monetaria anche la decurtazione dei punti della patente. Ed è proprio per scongiurare questo «taglio» (più che per evitare di mettere mano al portafoglio) che il prefetto spiega di avere presentato ricorso. Motivazione: l’auto si trovava in effetti sulle strisce gialle degli handicappati, ma solo perché colpita da un improvviso guasto. «Recentemente - ha spiegato il prefetto Lombardi - è stata elevata una contravvenzione alla mia autovettura per un divieto di sosta parziale, dovuto ad un guasto improvviso del motore. Trattandosi di forza maggiore, come comune cittadino, ho presentato un ricorso per l’annullamento per evitare la decurtazione dei punti, prevista per il caso di specie. Sul ricorso poi non è intervenuta alcuna decisione, perché la contravvenzione è stata regolarmente pagata».
Quattroruote insinua sottilmente un dubbio su questa versione, facendo presente che a poca distanza dal luogo del posteggio abusivo si teneva una manifestazione pubblica. L’auto, infatti, venne multata in via San Giovanni sul Muro la sera del 16 settembre 2010, quando presso l’adiacente teatro Dal Verme si teneva una serata del festival MiTo. Ma Lombardi smentisce seccamente di avere partecipato alla serata. Inoltre, grazie alla cortese collaborazione degli organizzatori, si può ricostruire che 16 settembre al Dal Verme era in cartellone la proiezione ad ingresso libero di un film inserito nella rassegna cinematografica «FocusTurchia»: evento che, senza voler sminuire le curiosità culturali degli alti funzionari dello Stato, non sembra destinato a rientrare tra gli interessi principali di un prefetto della Repubblica.
«Pubblicheremo sanzione e ricorso», fanno sapere comunque da Quattroruote: convinti, con qualche ragione, di avere portato alla luce una scelta quantomeno inopinata di un rappresentante delle istituzioni. Poi Lombardi ci ha ripensato e ha pagato. Ma i punti dalla patente, resta da chiedersi, se li è tolti?