Il prefetto: «Il piano ha funzionato, l’esercito non serve proprio»

Lombardi risponde a Di Martino (An). Nel 1985 furono usati mezzi militari

Gianandrea Zagato

Una passeggiata lungo corso Monforte e dintorni, poi un giro in auto da piazza San Babila fino alla stazione Centrale. E, ancora, un’altro viaggetto nelle strade della periferia senza avere una meta fissa. Un’oretta e passa sulle strade per testare de visu qual è la condizione della città, vedere la situazione di Milano restando però sempre in stretto contatto con la sala operativa della Prefettura di Milano.
Gian Valerio Lombardi può così affermare che «il disposito messo in atto sta funzionando» e, quindi, che «non c’è bisogno di far intervenire l’esercito». Risposta del prefetto alla richiesta firmata da Stefano Di Martino (An) di «impegnare mezzi delle forze armate sulle strade rese impraticabili dalla neve» come già avvenuto nel 1985 in occasione di un’altra nevicata record. «Dalla prefettura abbiamo monitorato e fronteggiato situazioni di disagio, soprattutto legate alla rete viaria provinciale che risulta percorribile con difficoltà e un po’ a singhiozzo. Ma, lo ripeto, non è il caso di chiedere l’intervento dei militari in concorso alla protezione civile» continua il prefetto.
E mentre l’ultima nota della sala operativa di Palazzo Diotti registra le «criticità» e conferma «la chiusura oggi delle scuole a Milano», Lombardi chiede di conoscere le previsioni del servizio meteorologico per la notte che «prevedono un calo delle temperature ossia un buon segnale per il fine settimana, dopo questa nevicata davvero abbondante». «Crediamo che il peggio sia passato» aggiungono dalla sala operativa dell’unità di crisi. Valutazione sull’emergenza neve che fa ben sperare, anche se per qualche giorno ancora dovremo sorbirci le ripercussioni della precipitazione nevosa.