Il prefetto: protezione a Bagnasco Cattedrale blindata per la Pasqua

Scritte contro il Vaticano e il clero compaiono anche alla Spezia. Tursi nega la solidarietà al vescovo per il «no» di Rifondazione e Pdci

(...) e con lui tutta la città di Genova», attaccano gli azzurri Giuseppe Costa e Giuseppe Cecconi. E il collega forzista Matteo Rosso incalza: «Non sono neanche capaci di andare d’accordo tra loro e con i colleghi di maggioranza della Regione che avevano appena approvato, all’unanimità, un identico ordine del giorno di solidarietà».
A dire il vero l’unanimità era stata fittizia anche in Regione. Perché il documento presentato dall’opposizione era stato sì fatto proprio da alcuni consiglieri di maggioranza. In aula si erano sì accese, al momento del voto, solo lucette verdi di approvazione. Ma non si può trascurare il fatto che in quell’aula c’era solo un pezzetto di maggioranza. La solidarietà a monsignor Bagnasco non l’hanno voluta dare i Verdi e i Comunisti Italiani, che sono usciti per votare. E, tolti gli assenti giustificati Gasco (Udeur) che ha fatto pervenire la sua solidarietà in giornata, e Veschi (Ds). Per completezza c’è da aggiungere che non hanno partecipato al voto (come al resto del dibattito sulla famiglia) neppure i due consiglieri dell’Italia di Mezzo, Fabio Broglia e Luigi Patrone.
Fin qui la politica. Ma ieri si è deciso anche di alzare il livello di protezione attorno all’arcivescovo e alla cattedrale, dove Bagnasco celebrerà messe e riti pasquali. Dopo un vertice con i responsabili di polizia, carabinieri e guardia di finanza, il prefetto Giuseppe Romano ha dichiarato che «per l’arcivescovo scatterà una misura tutoria» senza spiegare se si tratti di una vigilanza, una tutela o una scorta. «Sono informazioni riservate» ha detto.
Da ieri mattina un poliziotto in borghese staziona all’ingresso della Curia. «Ma succedeva anche dopo la nomina del cardinale Bertone a Segretario di Stato vaticano» spiegano all’arcivescovado. È probabile inoltre che da oggi le uscite pubbliche di Bagnasco siano accompagnate da agenti delle forze dell’ordine per evitare azioni dimostrative. Il vescovo stamattina sarà a Sampierdarena e poi al Gaslini, da domani presiederà le celebrazioni pasquali in Duomo. In prefettura, ieri, sono state decise anche le misure di sicurezza da adottare dentro e attorno a San Lorenzo. «La cattedrale era e rimane un obiettivo sensibile» ha ricordato Romano.
Le critiche dei vescovi ai Dico - le Dichiarazioni di convivenza volute dal governo per dare più diritti alle coppie di fatto - hanno scatenato nuovi gesti offensivi. Alla Spezia, l’altra notte, è stato preso di mira un pulmino-regia di «Tele Liguria Sud», emittente di proprietà della diocesi. Sul mezzo, parcheggiato come ogni notte a pochi passi dal sagrato della cattedrale, sono comparse due scritte: «No vaticano» e il vecchio slogan «Cloro al Clero», firmate con il simbolo dell’anarchia. Sull’episodio stanno indagando le forze dell'ordine. L'emittente e il parroco hanno chiesto un supplemento di vigilanza «per consentire un migliore mantenimento del decoro».
Anche a Genova si indaga per scoprire gli autori della scritta sul Duomo lasciata domenica notte e cancellata l’indomani dal custode. La Procura potrebbe aprire già oggi un fascicolo. Il reato ipotizzato è deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Il fascicolo, se non ci saranno novità, sarà aperto contro ignoti. Venerdì scorso, nel centro storico, la polizia aveva trovato e sequestrato una serie di volantini e adesivi anticlericali.
In Curia, intanto, anche ieri sono arrivati messaggi di solidarietà all’arcivescovo. «Abbiamo ricevuto e-mail da tutta Italia - raccontano - con parole di incoraggiamento e solidarietà. Messaggi che sono stati trasmessi all’arcivescovo». È arrivata anche qualche lettera di protesta, «sono state poche, scritte da persone comunque più civili di chi ha imbrattato il portone di San Lorenzo».
A sostegno di Bagnasco sono intervenute autorità religiose e civili genovesi e nazionali. Le suore dell'ordine delle Salesiane dei Sacri cuori hanno deciso di mettere dei teli con la scritta «Grazie Bagnasco» sulle facciate dei loro istituti sparsi in tutta Italia.