Il prefetto se ne va Ha fatto molto e potrà fare di più

Non è ufficiale ma è certo: il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi verrà presto chiamato a Roma come segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri, in sostituzione di Mauro Masi, futuro direttore generale della Rai. Complimenti vivissimi e sinceri auguri di buon lavoro al dottor Lombardi, ma per Milano è una buona o una cattiva notizia? Tanto per cominciare perdiamo uno dei migliori prefetti passati negli ultimi anni da Palazzo Dotti. Efficiente e intelligente rappresentante dello Stato, equilibrato ma determinato nella difesa della legalità, senza indulgere in concessioni alle opposte demagogie - come ha dimostrato, fra l'altro col suo impegno contro l'emergenza rom e l'immigrazione clandestina - Lombardi è persona colta e un autentico gentiluomo, come solo i migliori napoletani sanno essere. Per di più è sinceramente affezionato alla nostra città, di cui conosce e interpreta lo spirito, alla quale è legato da una lunga storia professionale. Ci sarebbe altro da aggiungere ma tanto basta per temere che lo si possa rimpiangere. E partiamo proprio da questo legame con Milano per vedere l'aspetto positivo del trasferimento a Roma. È importante per la nostra città che arrivi a Palazzo Chigi la voce ascoltata e autorevole di un amico della nostra città. Da tempo, infatti, abbiamo l'impressione - lo abbiamo scritto più volte - che una maggioranza e un governo «amici» di Milano e della Lombardia, che qui hanno le loro origini e che da qui hanno visto partire i loro esponenti più rappresentativi a cominciare dal presidente del Consiglio, troppo spesso si occupino di altro e di altri, guardino altrove trascurando i problemi e le domande del territorio da cui traggono buona parte della loro forza. Forse perché danno imprudentemente per scontata una fedeltà che non è scontata. La storia di Milano, anzi, dimostra che qui le delusioni provocano reazioni aspre. Penso che Lombardi conosca e abbia ben presente questo stato d'animo che definirei di disillusione sospesa: perciò possiamo sperare che, con la prudenza e l'intelligenza dimostrata in corso Manforte, possa rappresentarlo a Palazzo Chigi, in modo da riportare verso Milano un poco di quell'attenzione che merita.