Prefumo, pulizia e stile per celebrare Beethoven

Nelle note di copertina, Danilo Prefumo cita «uno dei più bei romanzi contemporanei», Una musica costante di Vikram Seth, anno 1999, dove il violinista di un quartetto cerca un’edizione a stampa e un disco del Quintetto per archi op.104 di Beethoven. Li troverà con molta fatica scoprendo però che non esiste un’integrale dei Quintetti beethoveniani. Eccola, dunque, quest’Araba fenice - e in «Super Audio cd» - con uno tra i migliori e più interessanti quartetti italiani d’oggi, quello di Venezia, cui si aggiunge, nientemeno, la viola di Danilo Rossi. Fatto sta che se i Quintetti beethoveniani sono tre - più una breve Fuga, qui opportunamente inserita - uno soltanto (l’opera 29 del 1801) è originale e gli altri due sono trascrizione e perdipiù di lavori giovanili. Quando si aggiunga che la letteratura per Quintetto - scarsa - non giustifica gruppi appositi, ecco un’altra spiegazione alle difficoltà di Seth. L’esecuzione del gruppo italiano ha la pulizia, la sicurezza e la misura stilistica che caratterizzarono altre lodate prove del complesso (da Boccherini a Bazzini a Malipiero) e la viola di Rossi armonizza a perfezione.

I Quintetti per archi di Beethoven - (2 Sacd Dynamic)