La preghiera come medicina di anima e corpo

«La preghiera: medicina dell’anima e del corpo». È stato questo il tema del convegno scelto quest’anno dall’Associazione medici cattolici di Milano che si riunita ieri nella sede di Assolombarda. Alla base una domanda: la preghiera fa bene alla salute? Un tema che ultimamente suscita l’interesse dell’opinione pubblica. In questi ultimi dieci anni sono apparse circa duecento pubblicazioni sul potere della preghiera come strumento di guarigione. Il più importante organismo di ricerca negli Usa, il National institute of health ha finanziato numerosi studi sulle reazioni fisiologiche e psicologiche che vengono attivate da pratiche spirituali, come la preghiera lo yoga e la meditazione.
I sondaggi fatti in America evidenziano che quasi l’80 per cento degli intervistati ritiene che la fede può aiutare a guarire da una malattia e il 48 per cento dei pazienti ricoverati in ospedale sostiene che il medico dovrebbe pregare con loro. Un’altra ricerca condotta dall’American academy of family phisicians rivela che il 99 per cento dei medici di famiglia pensa che credere in Dio possa avere un effetto benefico sulla guarigione.
Le conclusioni del convegno hanno stigmatizzato che «non si può attribuire alla preghiera una forza coercitiva che concepisce Dio come una potenza piegabile a seconda della sua intensità». Ma comunque «il grado di ricorso alla preghiera induce i ricercatori a richiedere una maggiore partecipazione del medico alle pratiche spirituali del paziente, per meglio capire anche eventuali correlazioni con l’andamento della salute, già evidenziato da precedenti studi». Perché «senza dubbio - come ha evidenziato il prof. Giorgio Lambertenghi - la preghiera è una medicina dell’anima e dello spirito, un mezzo di contemplazione e riflessione utile in quelle occasioni dove medico e paziente si trovano a dialogare sul senso della vita».