Una preghiera per la politica

Paola Setti

Quanti di loro, anche quelli che li vede solo Stalin, avranno rivolto, magari di nascosto, un timido sguardo al Cielo, che gliela mandi buona il 9 e il 10 aprile. La verità è che, ci si perdoni l’irriverenza, i politici hanno davvero bisogno, che qualcuno preghi per loro.
Non per procurargli la vittoria, che quelle son cose che si decidano Lassù, purtoppo per qualcuno per fortuna per qualcun altro. Se mai, affinché possano seguire un percorso illuminato nel prosieguo della loro carriera politica, e nella fattispecie nel salto dalla politica locale a quella nazionale, là dove la speranza dei cittadini è che i loro rappresentanti in parlamento non si lascino condizionare nelle scelte importanti dalla ragion di partito o dagli interessi personali, che ogni loro azione sia ispirata solo al buon senso e al bene della comunità, che non si facciano corrompere e che non dimentichino l’importanza del loro ruolo.
La «veglia di preghiera per la politica» che stasera alle 20.30 la Pastorale giovanile reciterà nella Chiesa di San Matteo, ai candidati lancerà un messaggio: «Chiunque verrà eletto ricordi che la poltica è una forma di amore, e che il compito della politica è ricordare sempre di pensare e di agire per il bene della società».
L’occasione è l’Adorazione Eucaristica che si svolge ogni primo venerdì del mese, e che ogni volta individua un grande tema, dai giovani alla famiglia.
«Ci ispireremo al Concilio vaticano II: “Ci si deve occupare del progresso delle istituzioni che servono a migliorare le condizioni di vita degli uomini” - spiega Nicolò Anselmi, responsabile genovese del Centro Diocesano di Pastorale Giovanile -. Ci saranno letture e canti». Fra le altre, la Lettera di Barnaba: «Non vivete isolati, ripegandovi su voi stessi...invece riunitevi insieme, per ricercare ciò che giova al bene comune».