«Prelievo fisso del 10% sugli utili»

Dal convegno sul ruolo dei concessionari nella rete dei giochi pubblici, organizzato da Sicon e tenutosi nella giornata inaugurale del ProGameShow, è emersa la forte volontà di confrontarsi sui temi comuni da parte dei partecipanti. Dei grandi mancavano solo Lottomatica e Totosì. I rappresentanti dei concessionari, nessuno escluso, hanno chiesto una urgente liberalizzazione del palinsesto per personalizzare le proposte. Secondo Enea Ruzzettu di Intralot Italia «la creatività nell'offerta di servizi al cliente rappresenta l'elemento centrale della filiera». Tutti d’accordo anche sulla riduzione dell’imposta unica. Battuta all’unisono la strada della tassazione sugli utili e non sul fatturato come avviene in Inghilterra. Mattia Nicelli di Ladbrokes è andato oltre riferendosi al modello spagnolo che ritiene congruo un prelievo fisso del 10% sugli utili. Polemica sul Decreto Bersani. Massimo Passamonti, presidente di Sagisport: «La nuova rete, composta da 16.300 punti, non si è aggiunta, ma sostituita, a quella precedente di oltre 22mila punti, contraendo la diffusione del gioco pubblico e in particolare dei concorsi pronostici che oggi sono legati indissolubilmente alla nuova rete e quindi alle scommesse a quota fissa».
E ancora. Francesco Ginestra, presidente di AssoSnai, ha etichettato i punti web come un male da debellare: «Se oggi registriamo un tangibile calo della raccolta telematica, lo dobbiamo al giro di vite attuato da Aams. Nella rete di punti remoti sul territorio c’è di tutto, anche chi non invia le giocate all’agenzia. E, per quanto concerne i ctd esteri, bisogna farla finita con le dichiarazioni di chi opera nell’illegalità e con le sentenze, spesso contraddittorie, di magistrati che forse non conoscono bene la situazione». Massimiliano Bancora, responsabile Betfair per l’Italia, ha perorato la causa del peer-to-peer («Aspettiamo ancora una risposta») e contestato l’oscuramento dei siti («Manovra indisponente e inutile»).
«Dobbiamo stare sulla rete senza dannosi aggiramenti delle norme e furberie», è stato il messaggio di Raffaele Palmieri, presidente di Sicon, che ha aggiunto: «Ad Aams chiediamo con urgenza una omogeneizzazione delle reti di raccolta e delle scadenze delle relative concessioni. Ai nuovi operatori, in particolare ai colossi esteri, chiediamo di apportare al mercato quel valore aggiunto che deriva da strategie più coraggiose e meno orientate sul particolare». Un forte impulso al dibattito è arrivato dalle dichiarazioni di Rosa Di Leva in rappresentanza di Aams. Per temi. Tassazione: «La scelta dipende dal legislatore, ma non dimentichiamo che grazie ad Aams l’imposta è scesa di oltre 10 punti». Rete e raccolta: «Le 22mila ricevitorie di cui si parla erano virtuali, secondo Aams ne funzionavano poco più di 12mila. A regime daranno un grosso impulso ai concorsi pronostici e porteranno la raccolta globale attorno ai 4 miliardi nel giro di un paio di anni».