«Il prelievo del Tfr? Una partita di raggiro»

nostro inviato a Capri

Una «nuova etica». Un nuovo clima ispirato alle temperie spirituale. Questa è la base culturale della Finanziaria per il 2007. Giulio Tremonti è critico certamente nei confronti delle singole misure contenute nelle legge Finanziaria, ma forse di più verso un’impostazione di base, una filosofia di fondo dal sapore millenarista.
«Una temperie spirituale che ricorda Pietro da Verona e il difficile rapporto tra la virtù e il peccato. La soluzione inquisitoria si trova applicando la formula del titolare e del vice. Il titolare tortura e il vice lo confessa, il vice tortura e il titolare lo confessa. In questi termini per effetto della confessione reciproca permanente la tortura cessava di essere peccato. Naturalmente non sto parlando della Finanziaria per il 2007. Sto parlando della nuova etica per cui gli italiani sono peccatori tranne chi ci governa».
Professore si sta ispirando alla coppia ministro e viceministro dell’Economia, Visco/Padoa-Schioppa: l’uno che tassa la mattina e l'altro il pomeriggio e che si assolvono a vicenda?
«Questo lo dice Lei. Il mio è un ragionamento etico»
Etico cosa vuol dire?
«Ho notato nel linguaggio parlamentare l’apparizione di formule linguistiche nuove: ispirate, arcaiche, sacrali. Non solo la legge finanziaria è accompagnata dalla sua Relazione, come una volta, ma la Relazione è accompagnata da “testi sacri”. Il tutto per dare evidentemente il tono superiore di una nuova etica».
Il governo sostiene che i più deboli trarranno un beneficio netto dalla manovra.
«Secondo Prodi il 92% degli italiani dovrebbe trarre significativo vantaggio dalla legge Finanziaria 2007. Tanto si tratta di un vantaggio, che Prodi stesso lo “restituirà” nel 2008. E Prodi stesso che si incarta, se fosse davvero un beneficio non dovrebbe infatti essere restituito! Secondo Prodi, sempre seguendo il ragionamento - si fa per dire - se il 92% ha un beneficio vorrebbe dire che l’8 per cento - evidentemente la parte più ricca della popolazione - ha un maleficio. Vorrebbe dire che una colossale manovra di redistribuzione a favore dei tanti viene fatta da pochi. Ma c’è un dettaglio: l’aliquota sopra i 100mila euro viene mantenuta uguale a prima. Come possano i ricchi concorrere di più con la stessa aliquota è un mistero che attendiamo ci venga chiarito. Potrebbe essere che Prodi pensi al gasolio per gli yacht. È vero che c’è un aumento sul gasolio. Ma è anche vero che il gasolio serve tanto per fare andare gli yacht dei pochi, quanto per riscaldare la casa dei molti. L’effetto di aggravi fiscali di questo tipo non è dunque redistributivo in senso eticamente positivo, ma regressivo e dunque eticamente negativo. Lo stesso ordine di considerazioni sul carattere non redistributivo della manovra si può formulare passando dal gasolio all’inasprimento della tassazione catastale sulla casa - la maggioranza degli italiani ha una casa - al raddoppio delle addizionali locali, ai tributi di scopo, alla tassa di successione».
Il governo dice di non averla reintrodotta.
«Infatti hanno cambiato nome. Variante solo nominalistica, non sostanziale. Ricorda il rap elettorale di Prodi: “molti milioni, molti milioni...”. Facciamo un caso concreto: se un albergatore della costiera romagnola lascia in successione l’albergo al figlio e l’albergo non vale «molti milioni», la tassa la paga lo stesso o non la paga solo perché ha cambiato nome?
Sulle pensioni si è parlato molto, ma si è fatto poco?
«La sinistra ha usato le pensioni come merce di scambio elettorale. Ha preso i voti promettendo pensioni più generose. Adesso non sa come pagare i conti. Fassino è come quello che entra al bar e dice pago da bere a tutti. Gli chiedono con che soldi? Con i vostri! La verità è che stanno scassando il sistema delle pensioni. Le pensioni non sono merce elettorale, ma la base del patto generazionale. Una conquista civile che va conservata e non può essere messa in discussione tutti giorni».
Come si deve interpretare l'aumento dei contributi anche sui contratti dei più deboli?
«Ricorda che in campagna elettorale Prodi ha escluso questa ipotesi e mi ha accusato di “delinquenza politica”. Adesso che i contributi li ha aumentati a chi va il civile appellativo»? Ha dato un colpo alle pensioni d'oro, anche per illustri pensionati di governo?
«Un caso eroico di autotassazione».
Anche per i giovani imprenditori, come per i grandi, una delle mosse più criticate della recente manovra è il passaggio del 50% delle liquidazioni sotto l'ala dell’Inps che lo dovrebbe destinare ad un fondo per lo sviluppo e le infrastrutture.
«Primo: se è vero che il Tfr è dei lavoratori e non delle imprese allora è anche vero che come non è delle imprese non è neanche dello Stato. Secondo: quella del Tfr non è una partita di giro, ma è un partita di raggiro. Per le imprese il Tfr è al passivo. Risulta misterioso come per lo Stato possa essere all’attivo. Se per le imprese l’intensità del beneficio sarebbe limitata al differenziale sul costo del denaro (ammesso che le piccole imprese riescano a procurarselo agevolmente in banca dopo Basilea2) dovrebbe essere lo stesso parallelamente e coerentemente per lo Stato. La fiscalizzazione del Tfr è in realtà acquisizione di nuovo debito. Ogni diversa configurazione sarebbe scorretta. In ogni caso il Tfr sarebbe un'entrata una tantum. One off come dicono i tecnici».