Premi più alti? Petrucci: "Si può fare"

Dopo le proteste degli olimpionici Vezzali, Quintavalle e Pellegrini arriva l'apertura del presidente del Coni: "Non possiamo cambiare le leggi dello Stato ma sui
nostri bilanci qualche intervento si può fare". I premi non saranno detassati ma aumentati

Pechino - Il sindacato azzurro a Pechino ha ottenuto un risultato apprezzabile quanto, forse, inatteso. La trattativa economica sui premi è aperta, parola di Petrucci. Avevano fatto un gran clamore le dichiarazioni di alcune medaglie d'oro che, dopo aver vinto, chiedevano di non pagare le tasse sul premio del Coni. L'Italia subito si era divisa. "Hanno ragione, con i loro successi danno lustro al Paese", dicevano alcuni. "Ma quale detassazione, devono pagare come tutti gli italiani" rispondevano altri. Qualcuno aveva persino tirato in ballo i calciatori superpagati, dicendo che una medaglia vinta ai Giochi qualcosa di più, comunque, deve fruttare, "visto quanto prendono d'ingaggio i nababbi del pallone". Inutile nasconderlo: in questi giorni il tema ha infiammato il Belpaese, visto anche che, ogni giorno, si stila il bilancio della spedizione azzurra. E i risultati sino ad ora, per fortuna, sono incoraggianti.

La svolta del Coni "Si può fare", ha detto il presidente Gianni Petrucci. "Troveremo un modo per dare i premi interi", ha sentenziato il numero uno dello sport italiano, nel corso dei festeggiamenti a Casa Italia per le due medaglie d’oro vinte oggi dagli azzurri Cainero e Minguzzi. Petrucci ha ricordato i limiti operativi del Coni, ma ha risposto sì all’appello che negli ultimi giorni ha visto in prima fila Valentina Vezzali, seguita da Giulia Quintavalle e Federica Pellegrini: "Non possiamo cambiare le leggi dello Stato - ha premesso Petrucci - ma sui nostri bilanci, qualche intervento si può fare".

Le conseguenze Resta da capire, a questo punto, quali potranno essere le conseguenze di questa vicenda. Certo, fra poco tutto passerà nel "dimenticatoio" e non saranno certo poche decine di migliaia di euro in più elargiti agli eroi di Pechino a far sollevare proteste di piazza. Ci mancherebbe. Ma di solito l'ammontare dei premi non si decide prima? E non è sbagliato, dunque, fare tutto questo rumore a "lavori in corso"? Più soldi agli atleti che vincono forse sono una cosa giusta, ma è lo sport in generale che, probabilmente, meriterebbe uno sforzo in più da parte dello Stato. E questo dovrebbero chiederlo in primo luogo gli atleti, anche - o soprattutto - quelli che vincono le medaglie.