Premiata pasticceria Ferrari

La «Premiata Pasticceria Ferrari», con i suoi errori strategici e regolamentari, ha vanificato i grandi sforzi compiuti dagli ingegneri, guidati da Aldo Costa, nel recuperare il famoso 0,3 % di ritardo dalla McLaren, sullo sfavorevole terreno di Montecarlo, con l'aiuto anche delle nuove «super soft». Le accuse di Massa, in conferenza-stampa, sono state chiare. Tuttavia, considerando il grande ruolo del pilotaggio ed il contributo del guidatore in queste circostanze, un bel silenzio sarebbe stato preferibile. Parliamoci chiaro: fin dalle qualifiche avevo fatto notare che non esistevano motivi di esaltazione per il Cavallino: contava solo la posizione di partenza e la raggiunta eguaglianza di risultanze tecniche. A parità di errori di guida, Hamilton alle piscine e Massa alla Santa Devota, il ritmo di gara del primo è apparso superiore nel momento-chiave. E Raikkonen? Si è fatto beffare in partenza e ha esagerato in frenata, fuori del tunnel. Certo, prima di incolpare la squadra di certi errori, ritengo che i piloti debbano sforzarsi di dire l'ultima parola, in fatto di scelte tecniche, visto che al volante ci sono loro e che hanno tutte le conoscenze necessarie.
La verità dovrebbe dirla proprio Raikkonen: chi era incerto, fino all'ultimo minuto, sulle gomme da utilizzare? Lui o i responsabili della «Premiata Pasticceria»? E, ancora una volta, c'è stato chi non conosce i regolamenti. Una Ferrari che dall'inizio dell'anno è stata la migliore in partenza, senza il fatidico «traction control», non poteva pattinare in quel modo, perdendo una posizione vitale. Una Ferrari che in prova sembrava la meglio assettabile, nel passaggio dall'asciutto al bagnato, non poteva subire conseguenze così gravi al momento di riconsiderare la tattica sui rifornimenti. Pensate, poi, che tristezza vedere due rosse a pari passo con la scarsissima macchina del pur bravo Sutil, pronto, assieme all'altrettanto ammirevole Vettel, a dare una lezione di umiltà ai grandi cavalieri del rischio.
Anche per Hamilton la strategia è stata mutata in funzione della pioggia; ma non è stata persa la bussola. E perfino l'intromissione della «safety car» è avvenuta imparzialmente, compattando le vetture di prima linea con favori alterni. Alla fine, bisogna ammettere che in casa Ferrari qualche provvedimento vada pur preso; e non nell'ambito della progettazione e della gestione della macchina.