Premiati sei film della Biennale del cinema sordo

Cerimonia all'Auditorium, rassegna patrocinata dal Comune. Palmeri: "Inseriamo la lingua dei segni nelle scuole"

Premiati i primi video presentati alla Biennale internazionale del cinema sordo. Sei le pellicole vincitrici della rassegna "Ippocampus Ciak". La cerimonia si è svolta all'Auditorium di largo Mahler, ad assegnare i premi è stato il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, componente del comitato d'onore, alla presenza di Virginio Castelnuovo e Luigi Mattiato, rispettivamente presidente e segretario del Consiglio direttivo dell'Ente Sordi di Milano.
I riconoscimenti ai vincitori della rassegna, patrocinata dal Comune e promossa dalla Compagnia teatrale di mimo "Senza Parole", sono stati assegnati ai seguenti film: "Departure lounge-Sala d'attesa", regia di Louis Neethling (migliore cortometraggio e premio speciale del pubblico); "50/50", regia di D. Ellington-JBanks (migliore regia); "Danny", regia James Banks (migliore attore); "Sordomuta di paese", regia Lazaro Contreras (migliore attrice); "Il Cappotto", regia Nicola della Maggiora (premio speciale Gioventù). Manfredi Palmeri ha sottolineato l'importanza della divulgazione della lingua dei segni: "Può essere utile prevederne l'insegnamento nelle scuole. È uno strumento che favorire l'integrazione non solo e non tanto all'interno della comunità dei sordomuti, ma tra questa e l'intera società civile, nel riconoscimento effettivo dei diritti delle persone con disabilità". L'iniziativa è stata giudicata dall'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna "un progetto di integrazione, di inclusione sociale e di partecipazione. Non solo perché questa rassegna consente a molti di avvicinarsi a un mercato dell'audiovisivo altrimenti sconosciuto, ma anche perché l'impiego artistico del linguaggio dei segni, in sostituzione della parola, ci induce a riflettere sul ruolo della disabilità. Un ruolo che non è, e non può essere, minoritario, relegato alla constatazione di ambiti di sofferenza e di emarginazione. La disabilità richiede e merita, invece, una piena cittadinanza".