Il premier: «Andrò in tv anche senza Prodi»

Adalberto Signore

da Roma

Il concetto Silvio Berlusconi lo ribadisce a più riprese. Nel pomeriggio a Villa Madama, a margine di un convegno sul servizio civile, e a sera al Vittoriale, dopo aver inaugurato una mostra sulla Repubblica. Sempre con lo stesso tono deciso, sempre con il volto un po’ tirato e l’aria grave. Perché la partita non solo politica ma anche psicologica che si sta giocando da giorni tra il premier e Romano Prodi sul tanto atteso confronto tv, al di là delle posizioni ufficiali non è affatto di facile lettura. Con il leader dell’Unione deciso a smarcarsi fino all’ultimo da un faccia a faccia in cui neanche i suoi collaboratori lo danno vincente e Berlusconi che punta decisamente i piedi, arrivando a un vero e proprio muro contro muro.
Il confronto tv. Così, mentre dagli studi di Porta a Porta Prodi si aggrappa alla conferenza stampa di fine mandato del premier (al momento in calendario dopo i due confronti) per dire che o Berlusconi «rinuncia» oppure saltano anche i faccia a faccia, il presidente del Consiglio tira diritto per la sua strada, definisce «irresponsabile» il suo «competitore», lo accusa di «sottrarsi» e di «andare contro la legge» e conferma la sua presenza negli studi Rai per lunedì. Con un obiettivo chiarissimo: costringere Prodi al «duello» o, quantomeno, fare in modo che sia lui a passare per quello che si sfila nonostante i confronti tv siano stati decisi dalla commissione di Vigilanza Rai.
La disponibilità del premier. E in questa sfida il primo a scendere in campo è Paolo Bonaiuti. Che verso ora di pranzo spiega che Berlusconi «ha già dato la sua disponibilità» e «avverte» il direttore generale della Rai Alfredo Meocci: comunque vadano le cose, lunedì il premier si presenterà alla Rai per il confronto deciso dalla Vigilanza, «ovvero dal Parlamento sovrano». «Il servizio pubblico radiotelevisivo - attacca il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e portavoce di Berlusconi - non può e non deve farsi arbitro e giudice di una legge del Parlamento, la par condicio, ma la deve soltanto applicare. In caso contrario, risulta evidente che il suo vertice sta appoggiando apertamente una delle due coalizioni nella campagna elettorale».
Nessun passo indietro. Il Professore, però, continua a vederla in modo diverso. E il suo portavoce, Silvio Sircana, mette nero su bianco le condizioni con una lettera al presidente della Rai Claudio Petruccioli. «Nonostante i reiterati tentativi di convincere la nostra controparte politica - scrive - permangono le condizioni che più volte sono state da noi respinte». Conclusione inevitabile: la Rai, fa sapere Petruccioli, è «nell’evidente impossibilità» di realizzare i previsti faccia a faccia. Il premier, però, non molla la presa. «Rispetto la decisione di Prodi - dice - ma non farò un passo indietro circa il diritto della mia coalizione di rivolgersi ai cittadini». E ribadisce l’intenzione di presentarsi negli studi di viale Mazzini in ogni caso perché «non si può mettere il bavaglio al leader di una coalizione» se il suo avversario «decide di non avere la volontà di partecipare a un dibattito». «Farò come disposto dal Parlamento - spiega - e immagino che il giornalista indicato dalla Rai come moderatore rivolgerà le domande soltanto a me». Insomma, quello di Prodi è un atteggiamento «illegittimo e irresponsabile» perché «sottrarsi a quanto deciso dal Parlamento» equivale a «andare contro la legge». La querelle televisiva tra i due candidati alla poltrona di Palazzo Chigi, dunque, sembra essersi arenata. Con Prodi che difficilmente tornerà sui suoi passi e Berlusconi che certo non può permettersi un gesto di debolezza come la pretesa rinuncia alla conferenza stampa di fine mandato. E a fine giornata anche a Palazzo Grazioli sembrano essere consapevoli del fatto che il confronto di lunedì è ben più che a rischio, a meno di mediazioni dell’ultima ora (una delle ipotesi è che anche Prodi possa fare una sua conferenza stampa). Così, si cerca di sfruttare al meglio la situazione, da una parte creando le condizioni per poter poi chiedere alla Rai una sorta di «risarcimento» («se Prodi rinuncia - dice Berlusconi - allora che mi diano il tempo cui ho diritto per esporre quanto di buono abbiamo fatto») e dall’altra cercando di non esasperare la situazione e dare un pretesto per dire «no» anche a Oliviero Diliberto.
Il «duello» con Diliberto. Anche il faccia a faccia con il segretario del Pdci, infatti, non sembra essere più così scontato come lunedì. Se il leader dei Comunisti italiani sembra deciso a non rinunciare, è il resto dell’Unione (Fassino e D’Alema in testa) a fare letteralmente muro affinché «in assenza del confronto con Prodi, non sia Diliberto a passare per quello che rappresenta tutta la coalizione». Ma su questo fronte Berlusconi (che dopo Prodi ieri, oggi sarà ospite di Porta a Porta) è ottimista: «Con Diliberto il confronto lo faccio venerdì».