Il premier: «Un buon accordo» E Fassino ammette: nuova fase

Berlusconi: «Minimizzare l’impatto sull’ambiente» Fini: «Opera irrinunciabile»

da Roma

Il primo a parlare di una «buona intesa» è stato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L’incontro con i rappresentanti delle amministrazioni locali della Val di Susa, la soluzione in cinque punti e la sospensione dei lavori per la costruzione della linea ferroviaria ad Alta velocità hanno raccolto commenti positivi in entrambi gli schieramenti. La sinistra radicale schierata con i «no tav» la considera una prima vittoria dei comitati e parla di una retromarcia del governo mentre la maggioranza sottolinea come l’avvio del confronto non significhi rinunciare alla costruzione della tratta piemontese della Torino-Lione.
Il più fermo da questo punto di vista è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini, uno dei registi dell’accordo raggiunto sabato: «Il tavolo ha confermato che il governo ritiene irrinunciabile l’opera. È un’opera di grande interesse nazionale, un’opera essenziale per la Regione Piemonte ma più in generale per l’Italia. È un’opera richiesta dall’Europa, guai se l’Italia non la facesse».
Fini ha spiegato che l’intenzione del governo è quella di «sgombrare il campo da qualsiasi equivoco». L’avvio del tunnel - ha aggiunto - «comincerà soltanto quando una ulteriore procedura di impatto ambientale avrà garantito gli abitanti della valle». Dal punto di vista dell’ordine pubblico «vanno tranquillizzati i pacifici cittadini della Valle e vanno individuati e messi nelle condizioni di non provocare gli attivisti politici».
La filosofia della Casa delle libertà è quella sintetizzata da Berlusconi in un messaggio al ministro degli Affari Regionali Enrico La Loggia in occasione della giornata della montagna: salvaguardare le montagne italiane non significa rinunciare «a superare le barriere che esse costituiscono alla libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone» ma significa ricorrere «a tutte le tecnologie disponibili per minimizzare l’impatto sull’ambiente di opere importanti».
Diplomatico il commento del segretario Ds Piero Fassino: «Ci sono adesso le condizioni per un confronto e un dialogo. La disponibilità del governo a recepire le richieste avanzate dagli enti locali piemontesi e la disponibilità dell’assemblea dei sindaci a confrontarsi con il governo possono aprire una fase nuova nella vicenda della Tav». Ora, secondo il leader della Quercia è arrivato il tempo degli aspetti «tecnico progettuali», delle soluzioni per realizzare la Tav «nel rispetto dell’ambiente e nella sicurezza dei cittadini».
Di diverso avviso l’ala no-Tav dell’Unione. Il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio è sì d’accordo in linea di principio con il trasporto merci su ferro, ma sottolinea come non ci debba essere «un accanimento ideologico sul supertunnel». In quest’area del centrosinistra la lettura dell’intesa è quella fornita da Paolo Ferrero di Rifondazione comunista: «La lotta della Val di Susa ha ottenuto un primo risultato sconfiggendo l’arroganza del governo». Il timore è che la soluzione trovata a Palazzo Chigi sia solo la famosa tregua per i giochi invernali di Torino: «Se qualcuno pensa di bypassare il periodo olimpico e poi di riprendere come se nulla fosse la costruzione della Tav in Val di Susa, sappia che allora non siamo proprio d’accordo», avverte Marco Rizzo dei Comunisti italiani.
All’esecutivo preme soprattutto spiegare meglio l’opera pubblica. E questa posizione è condivisa anche dai partiti più aperti alle ragioni delle popolazioni valsusine. È il caso del ministro leghista delle Riforme Roberto Calderoli. «Credo che essersi presi un certo lasso di tempo prima dell’avvio dei lavori della Tav - ha commentato ieri - sia stata, da parte del governo, una scelta opportuna». La pausa «consentirà infatti di avviare un’opera di informazione più capillare nei confronti dei cittadini che dovranno in prima persona vivere le conseguenze dei cantieri e permetterà di approfondire che non ci possa essere il minimo impatto ambientale in quell’area e che, quindi, non possano esserci rischi per la salute dei cittadini».