Il premier «cattura» Prodi, si farà il duello in tv

Il presidente del Consiglio: «Ho subìto una violenza antidemocratica»

Francesca Angeli

da Roma

La sfida televisiva tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi si farà. Probabilmente proprio lunedì prossimo, come già stabilito. A sbloccare la situazione è stato il premier che ha deciso di rinunciare a un suo diritto, facendo un passo verso il suo avversario: non terrà la conferenza stampa finale, come Prodi chiedeva insistentemente da settimane. E dunque a questo punto per il Professore è diventato impossibile trovare altre scappatoie e non gli è rimasto che dare il suo assenso al confronto.
È lo stesso Berlusconi ad annunciare la sua decisione mentre partecipa a Porta a porta. «Per dare soddisfazione a Bruno Vespa e ai giornalisti qui presenti, dico che rinuncio alla conferenza stampa finale da presidente del Consiglio - dice il premier -. Voglio vedere se Prodi così continua a scappare».
Non è stata una scelta facile per Berlusconi, che spiega «ho preso questa decisione da solo e contro la volontà dei miei collaboratori». Il Cavaliere nega che la scelta sia frutto di una retromarcia, anzi. Tanto che il premier lancia il guanto di sfida al suo avversario: «Ora lo aspetto lunedì... ». Questo perché molti gli sconsigliavano un gesto che poteva apparire come un cedimento di fronte all’avversario. Molti ma non il consigliere più ascoltato: Gianni Letta. Sarebbe stato infatti proprio lui a dare il suo appoggio al premier nel prendere una decisione molto travagliata ma che il premier ritiene indispensabile.
Berlusconi è convinto della necessità di questo confronto nel rispetto delle regole democratiche. Di fronte al muro sollevato dal suo avversario ha scelto un gesto di generosità politica, come riconosce anche il presidente Ds, Massimo D’Alema.
Quello del confronto tra i leader delle due coalizioni, spiega il capo del governo «è un impegno pubblico» che quindi Berlusconi vuole mantenere. Probabilmente anche per costringere Prodi a scoprire le sue carte in modo da verificare che non stia barando. «Voglio vedere se Prodi continuerà a scappare», ribadisce il premier che oltretutto aveva dalla sua parte anche la legge sulla par condicio. Era stato il Parlamento a stabilire che il capo del governo aveva diritto a una conferenza stampa finale. E infatti Berlusconi stigmatizza la «prepotenza» del leader dell’Unione che ha imposto le sue regole contro quelle stabilite dalla Vigilanza.
Prodi, dice Berlusconi «ha voluto fare una violenza antidemocratica che io ho dovuto subire». E il premier sottolinea questo aspetto: «Voglio far comprendere agli italiani che personaggi sono questi». Ovvio che la rinuncia di Berlusconi alla conferenza stampa non possa che far piacere a Prodi visto che era la condizione posta dal leader del centrosinistra per affrontare il suo rivale in un duello televisivo. «Era ora», esulta il leader dell’Unione che a questo punto si dice certo di trovare un’intesa con il premier sullo svolgimento del confronto.
«Ora ci metteremo d’accordo non sarà difficile - dice il Professore -. Finalmente Berlusconi ha capito che in questo Paese esistono le regole. Quando si prende una decisione seria e concreta occorre tenerla fino in fondo. Noi l’abbiamo tenuta e abbiamo vinto».
Il Professore contava molto sul fatto che Berlusconi alla fine avrebbe rinunciato alla conferenza stampa. Il suo portavoce, Silvio Sircana, racconta di aver addirittura scommesso con Vespa che Berlusconi avrebbe dato l’annuncio durante la sua trasmissione come poi in effetti è avvenuto. Vespa a questo punto, precisa Sircana, «mi deve una cena».
Che succederà adesso? Sircana ritiene che la sfida tv potrebbe tenersi forse già lunedì prossimo e aggiunge che «nulla osta che sia in Rai». Un incontro con il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, potrebbe avvenire oggi stesso anche perché i due contendenti dovranno mettersi d’accordo sulle regole. Molti i punti da definire: chi condurrà il programma, la durata delle domande, i giornalisti ammessi.
La Vigilanza ha già stabilito che ciascun leader potrà indicare una rosa di tre giornalisti tra i quali ne verrà scelto uno con estrazione a sorte.