Il premier alla Colli: «Non lasciare Forza Italia»

«Ci rifletterò». Con questa assicurazione si è congedata ieri pomeriggio l’ex presidentessa provinciale Ombretta Colli uscendo da villa San Martino ad Arcore, dove aveva appena incontrato i vertici nazionali e locali di quello che resta tuttora il «suo» partito e dal quale, nei giorni scorsi, aveva manifestato l’intenzione di andarsene «perché - dichiarò - il partito è in mano a potentati che se ne stanno impadronendo. Insieme ad altri esponenti azzurri avevamo scritto una lettera aperta al premier per denunciare tutto ciò, ma non abbiamo ricevuto risposta».
Silvio Berlusconi l’ha invitata ieri ad Arcore per un sereno confronto, al quale hanno preso parte pure il coordinatore nazionale Bondi e quello lombardo Gelmini. «Era doveroso incontrarci dopo aver lavorato insieme per 10 anni - ha dichiarato la Colli -, ognuno dei due voleva dire le proprie ragioni. Mi hanno chiesto di ripensare alla mia decisione: voglio rifletterci con tranquillità. Al momento non ho risposto di sì alla loro richiesta, ma non credo di cambiare radicalmente idea. Loro sono stati veramente molto carini con me, adesso devo prendermi una vacanza e valutare la situazione».
Sempre ieri un altro firmatario di quella lettera-denuncia, il commissario provinciale (ed eurodeputato) Guido Podestà ha radunato alle Stelline un gran numero di eletti del Milanese e con loro ha messo a fuoco la situazione del partito. «Nessuna riunione segreta - ha spiegato Podestà -, piuttosto una delle tante programmate da tempo per riorganizzare il partito sul territorio e prepararci ai prossimi appuntamenti elettorali. Ci riuniamo per ascoltare il parere di tutti perché desideriamo che in questo partito tornino a contare tutti e non solo dieci persone. Al momento in Fi esiste una componente che squilibra, rappresentata da Cl: bisogna capire come riequilibrare i rapporti al nostro interno».\

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