«Il premier in Comune? Anche Spadolini veniva in Consiglio»

La candidata della Cdl intervistata su La7, fra battute e aneddoti, aggiunge: «Milano ha bisogno dell’attenzione che solo una donna può dare, è un buon motivo per votarmi»

«Ma lei è una sventola!» la accoglie a braccia aperte Daria Bignardi su La7. Letizia Moratti, ospite sorridente e costumatissima de «Le invasioni barbariche», scivola via garbata sulle domande più insinuanti e arriva a immaginare il suo presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, seduto nei banchi di Palazzo Marino a mettere in riga il gruppo azzurro. «Giovanni Spadolini veniva regolarmente in consiglio comunale a Milano. Sarebbe un grandissimo segnale se Berlusconi facesse altrettanto» dice la signora Moratti con un’aria da crociata delle istituzioni.
Niente vocazione al martirio, però. Così sorride alla Bignardi che le ricorda le uscite colorite del Cavaliere, fino al contestatissimo «coglioni» attribuito a chi vota a sinistra contro i propri interessi. «Trovo che non sia giusto dal punto di vista istituzionale, ma lo trovo umano dal punto di vista umano» osserva piena di comprensione e in fondo divertita. Non è integralista né bigotta se è vero, come è vero, che ride anche al ricordo di un’altra monelleria, questa del Senatùr e per di più a sfondo sessuale. «Ha scelto di venire da noi perché ce l’abbiamo duro» l’ha accolta Bossi in piazza Duomo al comizio conclusivo della campagna elettorale della Lega. Lei, che dell’Umberto è amica da tempo e a casa sua ha anche cucinato un risotto, non si scompone e continua a ridere: «Comunque mentre ero sul palco ha detto altro, quella frase l’ho letta il giorno dopo sui giornali...».
Difende Berlusconi dagli assalti della Bignardi: «Mi ha sempre dato grande fiducia e mi ha fatto lavorare con grande indipendenza. Ho avuto con lui un rapporto molto bello». Si riconosce solo nei valori della Casa delle libertà, ma dispensa fair play a destra e a sinistra: «Tra Albertini e Veltroni scelgo una sintesi dei due. Veltroni ha la grande capacità di comunicare le cose belle che fa».
Parla della cognata Milly Moratti, capolista della lista nemica Ferrante: «A casa mia c’è una regola: ci vogliamo bene, ci rispettiamo ma non parliamo di politica». Nessuna critica, nessun attacco, ma neppure una colomba da mangiare insieme domani: «Non ci vedremo per Pasqua perché ci vediamo tutti insieme solo a Natale». La Pasqua di Letizia Moratti sarà a San Patrignano.
Tre motivi per votarla? A lei ne basta uno. «Sono una donna e credo che Milano abbia bisogno di una cura e attenzione particolare che una donna può dare di più» risponde mentre le telecamere le inquadrano i tacchi affilatissimi. Dà segni di cedimento solo sulla dieta frutta e verdura che le ha studiato Chenot: «Dava ottimi risultati, ma adesso è un disastro...».