Premier e Liga fanno la spesa nella nostra A

È un architetto di Martigny l'uomo che sta facendo tremare Uefa e Fifa. Lo svizzero Christian Constantin, 54 anni, patrimonio stimato in 2.5 miliardi di euro, è prossimo a cambiare la storia del calcio con il suo Sion. Non in campo, ma attraverso i tribunali. La scorsa settimana si è infatti pronunciato quello cantonale vodese, intimando alla Uefa il reintegro in Europa League del club svizzero, escluso a settembre per aver irregolarmente schierato sei giocatori nel preliminare (vinto) contro il Celtic Glasgow. Gli scozzesi avevano fatto ricorso alla commissione d'appello della Uefa, ottenendo la vittoria a tavolino, con conseguente passaggio alla fase a gironi, nel quale sono stati inseriti nel gruppo con Udinese, Atletico Madrid e Rennes.
La vicenda inizia nel febbraio 2008, quando il Sion ingaggia un portiere egiziano che però risulta essere ancora sotto contratto col vecchio club. La Fifa condanna gli svizzeri a due periodi di divieto di trasferimenti per il tesseramento irregolare. Ma Constantin replica che il Sion ha già scontato la propria pena e passa al contrattacco.
Il boss del Sion si è rivolto alla magistratura ordinaria, violando la clausola compromissoria tanto cara alla Uefa, ma ottenendo vittorie in serie. Attraverso il tribunale civile di Martigny ha piegato la Federcalcio svizzera, obbligandola a cancellare la squalifica nel campionato elvetico dei sei giocatori incriminati. Poi ha ottenuto dal tribunale civile del canton Vaud l'invalidazione dei risultati e della classifica del gruppo I di Europa League. Infine è arrivata la sentenza di riammissione del Sion in Europa. Senza considerare la lettera inviata al ministro delle Finanze svizzero affinché venissero aboliti i privilegi fiscali goduti da Uefa e Fifa.
Inchiodata dalla sentenza di un tribunale civile, ieri la Uefa ha chiesto agli svizzeri di fare un passo indietro rivolgendosi al TAS, il Tribunale Arbitrale dello Sport. Una mossa disperata, perché non più di una decina di giorni fa il Sion aveva ritirato l'appello al massimo tribunale sportivo, puntando tutto sulle sentenze dei tribunali ordinari. Proprio di fronte a quello vodese dovrà comparire Platini il 19 ottobre per spiegare l'estromissione del club dall'Europa League. Constantin nel frattempo gongola: «Giocheremo a Rennes il 20 ottobre», ha commentato. «Non voglio un risarcimento, preferisco l'odore degli spogliatoi del Vicente Calderon (casa dell'Atletico Madrid, ndr) a quello degli euro». Constantin è un osso duro. In Svizzera se ne sono accorti già nel 2003 quando fece subito ricorso contro l'esclusione del Sion dalla Challenge League (la B elvetica) per inadempienze finanziarie. Ottenne il reintegro quattro mesi dopo l'inizio del campionato, con stravolgimento dei calendari. Ma l'architetto di Martigny è un vulcano anche fuori dai tribunali, come testimoniano i 23 allenatori licenziati in nove anni. In un paio di occasioni sulla panchina del club si è seduto direttamente lui, in barba alla mancanza di qualsivoglia patentino di allenatore.