Premier e Ruini, faccia a faccia sui Dico

Incontro all’ambasciata italiana in Vaticano per la celebrazione dei Patti Lateranensi. Ci saranno anche Napolitano e il segretario di Stato Bertone

Roma - Nel febbraio del ’29 Mussolini e il cardinal Gasparri firmarono i Patti Lateranensi, nel febbraio dell’84 Craxi e il cardinal Casaroli siglarono il nuovo Concordato. Nel febbraio 2007, oggi per l’esattezza, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il premier Romano Prodi, per celebrare questi eventi, incontrano il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone e il presidente della Cei Camillo Ruini, nel mezzo della bufera sui Dico, che ha suscitato Oltretevere reazioni durissime e a sinistra richieste di una revisione di quegli accordi tra Italia e Santa Sede.
Un summit molto delicato, quello che si terrà oggi pomeriggio nell’ambasciata italiana presso la Santa Sede, subito dopo l’accusa del Papa a governi e Parlamenti di cedere alle pressioni di una «lobby contro la famiglia» nel riconoscimento delle coppie di fatto, seguita dall’editoriale di Avvenire intitolato «Il Concordato non può comprare il silenzio», in cui Carlo Cardia afferma che «certi settori laici» vogliono mettere in atto «una specie di ritorsione censoria», chiedendo l’abolizione dell’8 per mille.
Alla vigilia dell’avvio, domani in commissione Giustizia del Senato, della discussione sul ddl sui Dico, esponenti del governo come i ministri per le Pari opportunità Barbara Pollastrini e per la Ricerca Fabio Mussi replicano a Benedetto XVI che «nessuna lobby» condiziona esecutivo e Camere. Per la titolare per il Commercio estero Emma Bonino, al contrario, il testo approvato dal Consiglio dei ministri sui Dico «risente della penetrazione di diktat della Chiesa», una cosa «mai vista in nessun altro Paese». La gerarchia cattolica. aggiunge la radicale, si dimostra «crudele e arroccata». «Basta a diktat e guerre di religione», incalza il ministro Verde all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e la Ds Pollastrini spiega che sarebbe «cattivo, disumano» non andare incontro anche alle esigenze degli omosessuali, nel rispetto della Costituzione. Non basta: il segretario dello Sdi Enrico Boselli replica al quotidiano dei vescovi che la Chiesa in Italia «si comporta come un partito politico», che il Consordato è superato e che bisognerebbe anche abolire l’insegnamento religioso nelle scuole. Non sarà un’atmosfera distesa quella dell’incontro di oggi tra le due delegazioni. In quella italiana ci sono anche i vicepremier Rutelli e D’Alema, i presidenti delle Camere Bertinotti e Marini e il Guardasigilli Mastella, leader del solo partito dell’Unione contrario ai Dico, l’Udeur.