Il premier Gedi: "Gli etiopi resteranno a lungo in Somalia"

Mogadiscio - Il premier somalo Mohammed Gedi è giunto nella capitale somala Mogadiscio a un giorno di distanza dall'ingresso delle sue truppe in città. Ad accoglierlo ha trovato migliaia di persone festanti ma anche la ferma protesta di alcune centinaia di persone contro la presenza delle truppe etiopi in Somalia. I soldati, a bordo di carri armati, hanno esploso alcuni colpi in aria contro decine di giovani che avevano iniziato a lanciare sassi contro il loro convoglio all'ingresso di Mogadiscio. "Invasori etiopi andate a casa", questo lo slogan gridato dai manifestanti. "L'esercito etiope - ha annunciato Gedi - resterà in Somalia ancora a lungo, almeno fino a quando il governo di transizione ne avrà bisogno. Abbiamo bisogno di stabilizzare il nostro paese per garantire la stabilità ai nostri vicini". 

Gedi ha preannunciato l'entrata in vigore della legge marziale per mantenere il controllo del paese, dopo che le truppe governative insieme a quelle etiopi hanno liberato la capitale dagli uomini del Consiglio delle corti islamiche. Mogadiscio è caduta dopo 10 giorni di combattimenti fra le truppe filogovernative e quelle dei militanti islamici che fin dal giugno scorso controllavano gran parte del territorio somalo. Ma anche se il premier non nasconde che la situazione è ancora di pieno caos. "Il paese è stato in preda all'anarchia e per ristabilire una condizione di sicurezza abbiamo bisogno di poteri forti, specialmente nei confronti delle milizie autonome".

Intanto è scattata la caccia degli etiopi in fuga a Chisimaio, città portuale meridionale, ultimo bastione degli islamici. "Abbiamo raggiunto Chisimaio e con noi c'è anche lo sceicco Hassan Dahir Aweys", ha dichiarato uno dei capi miliziani. "I combattenti islamici presto daranno inizio alla guerriglia". Un altro comandante delle Corti ha raccontato di aver "visto due aerei militari etiopici che volavano sopra di noi quando abbiamo attraversato la zona di Kamsuuma, ma non hanno sganciato neppure una bomba. Forse non ci hanno visti".
In seguito alla riconquista di Mogadiscio da parte delle truppe regolari somale è arrivata la revoca del blocco dello spazio aereo da parte del governo transitorio dello Stato africano. I miliziani islamici promettono di resistere alle prossime avanzate dei militari di Adis Abeba. Dovrebbero essere circa tremila i combattenti delle Corti che hanno lasciato Mogadiscio e tra loro ci sarebbero anche molti stranieri. Convogli di uomini armati sono stati visti spostarsi verso il sud della Somalia. In uno di questi erano 45 i veicoli armati che trasportavano miliziani verso Chisimaio.

Un rapporto dell'Onu parla di un'attività di reclutamento degli estremisti islamici nella città che non risparmia nemmeno i bambini di 12 anni e testimoni riferiscono della presenza di centinaia di miliziani stranieri, soprattutto arabi e asiatici. Secondo il governo somalo, gli uomini delle Corti potrebbero partire alla volta dell'Eritrea che, secondo Adis Abeba, potrebbe essere il "santuario" dei combattenti islamici.