Il premier: giudici di sinistra contro di me

Berlusconi: &quot;Aggredito con infiniti processi&quot;. Poi rilancia il lodo Schifani: &quot;Tutelare le alte cariche dello Stato&quot;. E sul caso Mills: &quot;Ricuserò il Tribunale&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=269522">Decreto sicurezza</a></strong>: precedenza ai processi più gravi. <strong><a href="/a.pic1?ID=269731">La lettera del premier</a> </strong>al presidente del Senato. L'Anm protesta: <strong><a href="/a.pic1?ID=269738">la crisi della giustizia peggiorerà</a></strong>

Roma - Silvio Berlusconi riapre la guerra contro le toghe rosse e contro chi lo rimprovera di promuovere leggi ad personam. Il centrosinistra ha messo sotto accusa l’emendamento presentato dai senatori Carlo Vizzini e Filippo Berselli che prevede la sospensione dei processi per reati compiuti fino al giugno 2002 e lo ha ribattezzato norma «salva-premier». Ma il premier, appunto, non incassa in silenzio. E chi pensava che il presidente del Consiglio avrebbe fatto finta di niente di fronte al fuoco di fila, scattato non appena è stata data notizia dell’emendamento, ha dovuto ricredersi.

Berlusconi ieri ha messo nero su bianco sia l’assenso del governo a quell’emendamento sia un durissimo attacco ai «magistrati di estrema sinistra» che usano la giustizia «a fini politici». Poi ha reso pubblica la sua decisione di ricusare il presidente della decima sezione penale del Tribunale di Milano, Nicoletta Gandus, relativamente al processo che vede imputati per corruzione in atti giudiziari lo stesso Berlusconi e l’avvocato David Mills. Non solo. Il premier ha rilanciato pure la già annunciata «riedizione» del cosiddetto Lodo Schifani, definendola «indispensabile». Quella norma, che fu bocciata dalla Consulta, prevedeva l’immunità per le cinque più alte cariche dello Stato.

Tutto contenuto in una lettera inviata al presidente del Senato, Renato Schifani, una nota diffusa da Palazzo Chigi e pubblicata integralmente qui a fianco. Dunque, scrive il premier, l’emendamento Vizzini-Berselli è una norma che va «a favore di tutta la collettività». Berlusconi poi ricorda tutti i «fantasiosi processi» intentati contro di lui dai «magistrati di estrema sinistra» E spiega come sia stato informato dai suoi avvocati che il presidente del collegio che dovrebbe giudicarlo «ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e contrasto con il governo».

Ed è proprio uno dei suoi legali, il professor Piero Longo, a spiegare che l’istanza di ricusazione del giudice Gandus, davanti alla quale si celebra il processo Berlusconi-Mills, è motivata da una serie di prese di posizione dello stesso giudice su alcuni siti internet e in alcune newsletter. «Le abbiamo verificate ed effettivamente ci sono», ha spiegato Longo, che presenterà l’istanza di ricusazione alla Corte d’appello di Milano.

Dunque Berlusconi assicura a Schifani non soltanto che in consiglio dei ministri l’emendamento Vizzini-Berselli avrà il suo sostegno ma pure che il governo presenterà un ddl «per evitare che si possa continuare a utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato». Ovviamente si scatena la reazione dell’opposizione. In prima fila Antonio Di Pietro. «Berlusconi è allergico alla giustizia» accusa l’ex magistrato che parla di «ennesima furbata». Per Di Pietro non si tratta certamente «di un’uscita estemporanea». Critico pure il leader Udc, Pier Ferdinando Casini che si augura il ritiro da parte del governo di tutte le norme incriminate. Il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, invece conferma che si intende dare priorità ai reati di maggior allarme sociale e sospendere temporaneamente quelli di minore allarme. Per quanto riguarda invece l’introduzione di norme di garanzia per le alte cariche istituzionali e di governo Gasparri frena: «Se ne parlerà più avanti».