Premier: "Grumi eversivi tra le toghe" L'Anm: "Inaccettabile il clima d'insulti"

All'assemblea di Confesercenti Berlusconi torna ad attaccare i giudici: "Dicono che dovrei farmi processare, ma se sono il campione degli imputati... E ne sono sempre uscito assolto". Qualche fischio in platea, ma il Cavaliere li zittisce: "Percentualmente irrilevanti". Il sindacato delle toghe: "Basta con gli insulti"

Roma - Berlusconi contro i giudici: "È meglio che io non parli dei grumi eversivi altrimenti ne verrebbe fuori una gran discussione". Anche di fronte alla platea di Confesercenti il presidente del Consiglio torna ad attaccare la magistratura. "Qualcuno dice che dovrei farmi processare. Ma io sono il campione degli imputati". Il premier ha inoltre sottolineato che in questi 15 anni la magistratura è sempre intervenuta a ridosso di elezioni o momenti politicamente importanti e quindi ha difeso la necessità del lodo Alfano. "Questa legge - ha sottolineato - firmata dal capo dello Stato permette alle quattro più alte cariche dello Stato di occuparsi del Paese senza dover subire l’aggressione delle toghe rosse". Poi attacca la Gandus: "Non è accettabile che chi giudica un cittadino di centrodestra vada in piazza a manifestare con i cartelli contro il governo". E ribadisce: "Non lascio la politica fino a quando non saremo riusciti a fare la separazione degli ordini, perché solo così un cittadino può avere un giusto processo". Quindi torna anche l’ipotesi di prevedere un solo grado di giudizio per chi abbia subito una condanna: "Un cittadino che viene chiamato a processo - ha concluso - ha la vita rovinata, lui e la sua famiglia".

L'aneddoto sui pm "Chi nasce con la voglia di fare male ha tre possibilità: fare il delinquente, il pm o il giornalista...". Lo dice Berlusconi, con una battuta, nel suo intervento a Confesercenti. "Mio padre diceva una cosa santa - racconta il premier - se uno nasce con la voglia o il piacere di fare male ha tre possibilita: fare il delinquente, il pm o il dentista. Adesso però - aggiunge - i dentisti hanno trovato delle punturine che non ci fanno più male. Ma siccome a me piace mantenere il numero tre, che è il numero perfetto - conclude - io ho aggiunto un’altra categoria, quella dei giornalisti, anzi quella di certi giornalisti...".

La contestazione  Qualche fischio si è levato dall’assemblea di Confesercenti durante il discorso del premier, in particolare nei passaggi in cui il premier parlava di Alitalia e di giustizia. Nei due passaggi una parte della platea ha fischiato sonoramente, mentre un’altra fetta di partecipanti alle assise ha applaudito. "Domani i giornali daranno - ha detto il premier - che Berlusconi è stato fischiato alla Confesercenti, ma voi che mi fischiate siete percentualmente irrilevanti". Berlusconi ha difeso la scelta del governo di lanciare una cordata italiana per la compagnia di bandiera e dalla sala si sono levati alcuni "buh" e diversi fischi. Altrettanti fischi si sono levati quando Berlusconi ha pesantamente attaccato la magistratura. Ma il premier prima ha scherzato: "Contestarmi pure che tanto c’ho voglia...". Quindi ha zittito i fischi: "Voi che mi fischiate siete percentualmente irrilevanti, siete quattro o cinque. Domani i titoli saranno che io sono stato contestato, ma io ho le spalle larghe e così, anzi, si rafforza la mia volontà di operare nel bene di tutti e nell’interesse del Paese".

La replica dell'Anm L’Anm ritiene "inaccettabile questo clima di insulti che nuoce alle istituzioni democratiche del Paese". Così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara replica ai nuovi attacchi del premier. La replica del sindacato delle toghe riguarda anche le dichiarazioni di Berlusconi di test attitudinali e psicologici per i magistrati che dovranno svolgere la funzione di pm, chiamati "avvocati dell’accusa". Palamara sottolinea che "a differenza della politica, la magistratura non è in campagna elettorale e non può e non vuole essere trascinata su un terreno di contrapposizione che non le appartiene. La magistratura vuole adempiere il proprio ruolo che la Costituzione le attribuisce e cioè quello di applicare parzialmente la legge".