Dal premier messaggio di pace all’Udc «Non c’è un piano per incastrarvi»

«Nella Cdl meriti per tutti». E Cicchitto minimizza: «È solo l’ennesimo palleggio nel lungo ping pong»

Adalberto Signore

da Roma

Dichiarazioni alle agenzie, interviste a quotidiani e settimanali e, da ieri, pure interventi in prima persona. Nonostante l’agosto ormai alle spalle, la querelle estiva tra Silvio Berlusconi e Marco Follini va avanti senza sosta. Con i soliti colpi di fioretto e pure con qualche affondo di sciabola. Insomma, almeno su questo fronte, della tanto invocata discontinuità neanche l’ombra.
Così, dopo aver letto l’intervento di Follini sul Corriere della Sera («Ecco il nostro progetto senza monarchi») e, soprattutto, le ricostruzioni del Messaggero e di Libero su un presunto piano anti-Udc orchestrato da Berlusconi e dalla Lega, il premier ha deciso di mandare avanti Paolo Bonaiuti. Che prima ha smentito categoricamente le ricostruzioni e «i fantasiosi virgolettati» dei «due quotidiani» e poi ha mandato un messaggio più che eloquente al segretario dell’Udc: i meriti per i risultati positivi del governo sono di tutti gli alleati della Casa delle libertà e «non di una parte sola».
«Prima che si apra l’ennesima e infruttuosa polemica - si legge in una nota del sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce del premier - diciamo chiaro e subito che non c’è, e non ci potrebbe essere, nessun piano per “incastrare” l’Udc». «Fantasie di questo tipo», aggiunge Bonaiuti, provengono «da chi è interessato soltanto a provocare uno scontro all’interno della Casa delle libertà e non certo da Berlusconi e dai suoi stretti collaboratori che tendono sempre a fare e a unire e non a disfare e a dividere».
Ma Palazzo Chigi non si limita a smentire il presunto asse Forza Italia-Lega (che avrebbe l’obiettivo di «buttare fuori l’Udc facendo in modo che appaia chiaro che i traditori sono loro») e replica anche all’intervento di Follini pubblicato ieri dal quotidiano di via Solferino. Una lunga lettera in cui, tra le altre cose, il leader centrista elenca i successi che il governo ha portato a casa grazie al lavoro dell’Udc (dalla regolarizzazione di 700mila immigrati fino alla riforma delle pensioni «chiesta più di un anno prima che il governo si mettesse all’opera»). Quelle di Bonaiuti sono «due semplici e amichevoli considerazioni». La prima: «I risultati positivi non sono di una parte sola, ma di un programma condiviso già dall’inizio e realizzato dall’intera coalizione di governo». La seconda: «Quanto alle nuove proposte, dovranno essere prima formulate con precisione e potranno poi essere discusse da tutti attorno ad un tavolo, come è sempre avvenuto all’interno della Casa delle libertà, con pari dignità, al di là della rispettiva dimensione elettorale e in base al principio che con il sistema maggioritario tutti, e ripetiamo tutti, sono indispensabili alla coalizione di governo».
Insomma, una replica decisa ma allo stesso tempo un’apertura al dialogo. Che non pare, però, produrrà effetti nel breve periodo.
La tensione tra Berlusconi e Follini è infatti palpabile, al punto che ieri, dopo la precisazione di Bonaiuti, tutti o quasi gli esponenti di spicco di Forza Italia e dell’Udc hanno scelto la strada del silenzio. Solo il vicesegretario centrista Mario Tassone si è limitato a dire che «le richieste dell’Udc sono note da tempo». Con un solo accenno polemico sulla richiesta di Bonaiuti di «formulare con precisione le sue nuove proposte». «Le nostre proposte - replica il viceministro alle Infrastrutture - sono state presentate da tempo. Sono chiarissime e segnalano il senso della coalizione che ormai è venuto a mancare e bisogna assolutamente recuperare in tempi brevi».
Insomma, la querelle continua senza sosta. «Un lungo ping pong», per usare le parole del vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto. «E quello di oggi - aggiunge - è solo l’ennesimo palleggio».