Premier: "Mi mancherà, piango amico carissimo" D'Alema: "Protagonista"

Immediate le reazioni alla scomparsa di Cossiga. Il Vaticano: vicini alla famiglia. Fini: &quot;Difese la democrazia&quot;. Andreotti: &quot;Piango un uomo coraggioso&quot;<br />

Roma - Il mondo della politica e tutto il Paese si stringono attorno alla famiglia del Presidente emerito Francesco Cossiga. Il Vaticano, tra i primi, esprime il cordoglio per la morte del Senatore a vita. "Il Papa è stato immediatamente informato della notizia della morte dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ed è profondamente addolorato. Assicura preghiere per il defunto e vicinanza alla famiglia": lo riferiscono vaticane ricordando il legame tra Benedetto XVI e Cossiga e la conoscenza tra i due. "Pochi giorni fa il Papa aveva inviato monsignor Fisichella a suo nome in visita da Cossiga e nel mese precedente ci sono state alcune telefonate tra il Pontefice e l’ex presidente", hanno aggiunto dai sacri palazzo. È atteso, probabilmente domani, un telegramma di cordoglio di Benedetto XVI.

Napolitano: "Protagonista di una stagione intensa" Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso "sentimenti di affettuosa vicinanza ai figli e a tutti i famigliari" ricordando il primo incontro in Parlamento nel lontano 1958 e il "comune impegno cui ci avviammo da giovani deputati, con eguale passione civile anche se su sponde politiche diverse". "Mi colpirono subito - insieme con la vivacità e varietà dei suoi interessi culturali - quella ricchezza umana, quell’animo estroverso e cordiale e quel senso dell’umorismo che sempre ne avrebbero accompagnato il lungo servizio nella vita pubblica".

Il pianto di Andreotti "Piango un uomo coraggioso e fuori dal comune, al quale mi legava un’amicizia sincera, cementata in momenti drammatici e dolorosi". Così si esprime il senatore a vita Giulio Andreotti dopo aver appreso "con grande dolore" la notizia della morte del "caro Francesco Cossiga". "Ricordo - prosegue Andreotti - la sua azione politica fine, lungimirante e concreta, costruita sui valori del cattolicesimo democratico, coerentemente vissuti, e su una profonda cultura giuridica".

Berlusconi: "Mi mancherà" "Piango un amico carissimo, affettuoso, generoso. Mi mancheranno il suo affetto, la sua intelligenza, la sua ironia, il suo sostegno. Ai suoi figli l’impegno della mia vicinanza". È questo il ricordo di Francesco Cossiga che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, affida ad una nota. 

Fini: "Difese la democrazia" "In oltre cinquant’anni di attività al servizio delle Istituzioni, prima come sottosegretario poi come ministro, presidente del Consiglio, presidente del Senato e, al culmine del suo cammino istituzionale, come Capo dello Stato, Cossiga ha interpretato con vigore e coerenza i principi della Costituzione, fornendo anche un prezioso contributo alla salvaguardia della democrazia nel corso di alcune delle fasi più drammatiche della vita repubblicana dei decenni passati". È questo il ricordo di Francesco Cossiga che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, affida ad una nota.

Il cordoglio di Bagnasco Il cardinale Angelo Bagnasco ha espresso "cordoglio e vicinanza" ai familiari per la scomparsa e ha elevato "preghiere di suffragio, ricordandone il profondo senso dello Stato e l'intensa esperienza di fede, testimoniata nei lunghi anni dell?attività accademica e dell'impegno politico. Il presidente della Cei ha ricordato che Cossiga "ha servito il nostro Paese nei più importanti compiti istituzionali, in momenti assai delicati, sempre consapevole delle proprie responsabilità  e attento al perseguimento del bene comune".

Alfano: "Personaggio insostituibile" "Con la scomparsa di Francesco Cossiga perdiamo una figura insostituibile della classe politica italiana ed un pezzo importante della storia repubblicana del nostro Paese", ha affermato il ministro della Giustizia Angelino Alfano. "Uomo delle istituzioni prima ancora che politico e figura di riferimento dei cattolici italiani - ha proseguito il Guardasigilli - ha saputo dare personalità, come forse nessuno prima di lui, ai ruoli e agli incarichi che ha ricoperto al servizio del Paese".

Maroni: "Ha servito le istituzioni" Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha appreso "con profondo cordoglio" la notizia della morte. Poi ha ricordato "in particolare il predecessore al ministero dell’Interno, in anni difficili e tormentati della vita democratica del nostro Paese". "Nei miei anni al Viminale, il presidente Cossiga - sottolinea l’esponente leghista - non mi ha fatto mancare la sua vicinanza e i suoi consigli. L’Italia ha perso un uomo che servito le Istituzioni e il Paese con intelligenza e passione fino all’ultimo".

Matteoli: "Seppe anticipare il cambiamento" "Sono davvero rattristato per la morte del Presidente Francesco Cossiga, uomo politico di grande spessore e Capo dello Stato lungimirante che seppe anticipare il cambiamento. Desidero far giungere al figlio Giuseppe e alla famiglia i sentimenti del mio sincero cordoglio", ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, dopo aver appreso la notizia della morte del presidente emerito.

Rotondi: "Ribelle per amore e libertà" "È già davanti al Signore con in tasca la preghiera del partigiano. Come loro fu per tutta la vita ribelle per amore della libertà. Con lui si spegne la voce più alta del cattolicesimo politico europeo". Lo ha detto il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. 

Cicchitto: "Una voce libera" "Esprimiamo - a nome personale e di tutto il gruppo del Pdl - alla famiglia tutta e al figlio Giuseppe, il nostro più profondo cordoglio per la scomparsa del Presidente Francesco Cossiga, una delle poche voi libere e anticonformiste nel nostro Paese, libero sempre e in ogni circostanza". È quanto ha affermato Fabrizio Cicchitto, capogruppo PDL alla Camera dei Deputati.

Bersani: "Persona straordinaria" "Se ne vanno una persona singolare e straordinaria e una parte della nostra storia". Così Pier Luigi Bersani ricorda la figura di Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica. 

Prodi: "Un protagonista" "Con Francesco Cossiga l’Italia perde uno dei protagonisti della storia repubblicana. Si è trovato ai vertici della politica del nostro Paese in momenti difficili ed estremamente complessi: ha saputo ricoprire ogni incarico con forte personalità e, soprattutto, con grande rispetto delle istituzioni. Mi unisco al dolore della sua famiglia". Così l’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, dopo la morte di Francesco Cossiga. 

D'Alema: "Grande protagonista della vita democratica" "Apprendo con dolore la notizia della scomparsa di Francesco Cossiga. Èstato un grande protagonista della vita democratica del nostro paese". Ha dichiarato il presidente del Copasir, Massimo D’Alema. "Con lui - ha proseguito D’alema - abbiamo avuto momenti di incontro così come di aspri conflitti, vissuti sempre con rispetto reciproco e lealtà. In questi ultimi anni - ha concluso il presidente del Copasir - ci hanno unito un’intensa amicizia, della quale gli resterò grato". 

Casini: "Un anticonformista" "Personalità anticonformista, coraggiosa e anticipatrice, la sua "scomodita" è stata coerentemente preservata in tutto il corso della sua vita". Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Cossiga, ha ricordato così Francesco Cossiga, uomo "scomodo anche nell’amicizia, ma sempre affettuoso e leale". Con la morte del senatore a vita, aggiunge Casini, "scompare uno dei protagonisti della vita della nostra Repubblica". "In lui, come in pochi altri, si sono sintetizzate - ha sostenuto il leader dell’Udc - le alterne vicende della politica: ha avuto grandi soddisfazioni e infinite amarezze, si è dimesso ed è risorto politicamente più volte".

Diliberto: "Un nemico leale" "Scompare con Francesco Cossiga una delle figure più eminenti della storia repubblicana. Anticomunista convinto, ha però sempre sinceramente rispettato i comunisti. Il più delle volte lo abbiamo avuto come avversario, ultimamente - per le bizzarrie della politica italiana della cosiddetta seconda repubblica, da Cossiga giustamente mai apprezzata - lo abbiamo avuto anche come alleato. Sempre, in entrambe le vesti, duro e leale". Lo dichiara Oliviero Diliberto, Segretario nazionale del Pdci - Federazione della sinistra. "Aspro, non di rado asperrimo, ma lucido e mai ipocrita, lo ricordiamo -aggiunge- con rispetto. Dare oggi, a caldo, un giudizio sul suo lungo operato, è evidentemente impossibile. Cossiga ha infatti rappresentato nei decenni molte e diverse, talvolta contraddittorie posizioni ed interessi". "È stato -prosegue- l’uomo delle leggi emergenziali, del caso Moro, della Nato e di gladio, delle picconate alla prima repubblica, ma anche della nascita del primo governo a guida postcomunista, con i comunisti parte integrante. Un bilancio si farà in seguito. Ma guardandoci intorno desolati, lo ricordiamo con rimpianto, pensando -conclude- ad una politica italiana repubblicana che oggi, nel basso impero imperante, evidentemente, non esiste più. Alla famiglia, il cordoglio dei Comunisti italiani". 

Paglia: "Un grande italiano" "Un grande italiano, appassionato di questo Paese, appassionato della libertà", ha commentato monsignor Vincenzo Paglia, arcivescovo di Terni, parlando di "un uomo di grande fede, una fede magari austera, essenziale, ma che ha segnato l’intera sua vita, fin da ragazzo, anche il suo ingresso in politica. Perdiamo un grande italiano, un grande uomo di Stato". Secondo l’arcivescovo di Terni, "tutto sgorga da una prospettiva di fede, e nello stesso tempo questa fede gli ha dato un grande amore per il Paese, per la patria, e lo ha reso un lottatore caparbio; e la sua straordinaria intelligenza, che gli ha fatto prevedere molte cose, a volte, è stata anche causa di incomprensioni, di dibattiti vivacissimi".

Ex Br: "Onore al mio ex nemico" Prospero Gallinari esprime dolore per la morte e "il rispetto per il mio ex nemico" Francesco Cossiga. Gallinari, l’uomo che tenne prigioniero Aldo Moro in via Montalcini e che a lungo venne indicato come colui che aveva sparato al Presidente della Dc, parla con grande rispetto del Francesco Cossiga del dopo lotta armata: "lui era un mio nemico ma debbo riconoscere che è stato tra i pochi politici se non l’unico del ’Palazzò ad essersi posto il problema di trovare una spiegazione politica, non complottistica o dietrologica, a quello che è accaduto in Italia negli anni Settanta. Lui ha preso atto e a cercato di capire le ragioni dello scontro che ha attraversato tutta la società italiana. Non giustificava, ne avrebbe potuto giustificare, la lotta armata, ma cercava di spiegarla e di spiegarsi. Per lui ho rispetto. Il rispetto che si deve ad un ex nemico, ma anche all’unico che si pose il problema di capire. Di avere il coraggio di capire".