Il premier: noi i migliori amici degli ebrei

Silvia Marchetti

da Roma

«Assolutamente insostenibile». Silvio Berlusconi non ci sta all’accusa di razzismo lanciata dal Corriere della Sera e scende in campo a difesa di Forza Italia. Questa volta, lo fa da presidente del partito, profondamente irritato per l’accostamento che Gianni Riotta ha fatto tra «il linguaggio delle leggi razziali» e le parole del responsabile credito di Fi, Guido Crosetto. Parole che Berlusconi annovera tra «le dichiarazioni inconsapevoli e affrettate pronunciate nel corso della vita politica quotidiana». Ma poiché si tratta di parole che possono anche ferire, il leader azzurro invia le scuse di Fi «a chi da questi accenni possa essere rimasto offeso». Il teorema di Crosetto sul «caso Bankitalia», illustrato in questi giorni e poi addolcito, è che dietro all’offensiva lanciata contro Antonio Fazio si nasconda in realtà la «massoneria ebraica» delle grandi banche, che avrebbero aggressive mire espansionistiche in Italia.
L’editoriale di ieri firmato Gianni Riotta esortava Fi a prendere «una distanza morale nitida» dalle parole dell’esponente azzurro, mettendo in guardia contro il ritorno del «fantasma dell’antisemitismo». E trasformando così il teorema di Crosetto in un «caso» di anti-semitismo «azzurro» che ha provocato una dura presa di posizione da parte di Berlusconi. «È assolutamente insostenibile l'accusa di razzismo rivolta a Forza Italia, alla Cdl e a un governo che hanno l'orgoglio di essere i migliori amici di Israele». Il partito azzurro, aggiunge il presidente di Fi, «condanna da sempre e sempre condannerà ogni minimo, anche involontario accenno che possa ridestare echi e fantasmi di un passato mostruoso, per fortuna sepolto». Forza Italia, ricorda Berlusconi, è il partito liberale per eccellenza, «strenuo difensore di ogni libertà e nemico di ogni intolleranza».