Il premier: "Non c'è alcun dissidio con Tremonti Entro fine gennaio i numeri per andare avanti"

Intervistato da <em>Studio Aperto</em> il Cavaliere nega contrasti con il ministro dell'Economia: &quot;Sono solo chiacchiere al vento, la maggioranza è solida&quot;. E sui numeri è fiducioso: &quot;Entro fine gennaio
in parlamento ci saranno le condizioni per consentirci di portare a termine la legislatura&quot;. Bossi: &quot;Voto a marzo? Direi di no&quot;

Roma - Le condizioni per andare avanti? Ci sono. I dissidi nella maggioranza? Balle. Silvio Berlusconi affida ai microfoni di Studio Aperto le sue considerazioni sulla situazione politica attuale. E spande ottimismo. "Io sono sicuro che entro la fine di gennaio in parlamento ci saranno le condizioni per consentirci di portare a termine la legislatura e di portare a termine il programma. L’Italia ha bisogno di tutto, tranne che di elezioni anticipate: ha bisogno di stabilità è continuità" nell’azione di governo. E sui presunti dissapori con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e l'ala leghista del governo il premier è chiaro: "Sono solo chiacchiere al vento, non c’è nulla di vero. La maggioranza e il governo sono solidi e capaci".

No al voto anticipato "Sono assolutamente convinto - ha aggiunto il Cavaliere - che l’Italia ha bisogno di tutto che di tranne elezioni anticipate. L’Italia ha bisogno di stabilità e continuità dell’azione di governo. Abbiamo molte cose da fare. Se ce lo chiedono tutti i protagonisti più importanti della società, dall’industria alla Chiesa cattolica, vuole dire che è una richiesta fondata. Tutti ci chiedono di fare uno sforzo per evitare le elezioni anticipate".

Bossi è d'accordo Umberto Bossi è sulla stessa linea del Cavaliere. "Con questo sole direi di no" è la risposta scherzosa che il Senatùr ha dato a Calalzo, dove stasera si incontrerà con Tremonti, a una giornalista che gli chiedeva se si andrà alle elezioni a marzo. Il leader della Lega ha spiegato che alcuni giorni appare ottimista nei confronti del governo e in altri più favorevole alle elezioni "perché in certi giorni c’è il sole - ha detto - e in certi altri ce n’è di meno. La politica è lo stesso, è fatta di persone: io comunque sono ottimista di natura".  Poi spiega: "Se non ci sono i numeri preferisco le elezioni, ma se ci sono i numeri facciamo prima il federalismo e poi ci pensiamo". Alla domanda se una maggioranza "raccogliticcia" possa bastare allo scopo, il ministro ha risposto: "Per un po' di tempo sì, poi si vedrà". Per Bossi, comunque, "il federalismo è già pronto" e, a chi gli ricorda che i ’suoì sono arrabbiati per i ritardi nella sua realizzazione, risponde: "Ora troveremo la via. Scommetto che ci saranno i numeri per approvare i decreti attuativi, perchè sanno che se non passa lì si va al voto, quindi scommetto che ci saranno i numeri".

Conti in ordine Il governo "intende per prima cosa continuare con le scelte già compiute grazie alle quali gli effetti della crisi economica sono stati meno gravi e dolorosi da noi che in altri Paesi" prosegue Berlusconi durante l’intervista telefonica con Studio Aperto su Italia 1. Il presidente del Consiglio sottolinea che "abbiamo saputo tenere i conti pubblici in sicurezza senza aumentare le tasse e abbiamo tutelato la coesione sociale e il lavoro e difeso risparmi, pensioni e stipendi. Ora - conclude - la competizione tra le economie di tutto il mondo che si chiama globalizzazione ci impone di metterci al passo con il cambiamento, il governo ha lavorato e continuerà a lavorare per continuare. Stiamo varando importanti riforme in tanti settori, dalla riforma del federalismo fiscale al piano Sud".

Tre interventi bandiera "Stiamo preparando tre interventi bandiera in favore di cultura e ricerca, giovani e per il comparto della sicurezza dei cittadini" annuncia ancora Berlusconi. "Stiamo varando importanti riforme in diversi settori come il federalismo fiscale, la sicurezza dei cittadini, il piano per il Sud la riforma della giustizia, il fisco". Poi "lavoreremo a un programma di interventi strategici di modernizzazione del Paese già decisi, avviati e in parte realizzati che andranno completati nel corso della legislatura: i piani casa, gli investimenti infrastrutturali, la semplificazione, la digitalizzazione della pubblica amministrazioni, le liberalizzazioni, l’energia e il piano per il nucleare che è importantissimo, la promozione della banda larga, la riforma del patto di stabilità interno, l’accelerazione dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni assolutamente dovuta".

L'opposizione non esiste Berlusconi poi attacca l’opposizione "senza idee e senza leader. Contro il governo c’è un’opposizione che dobbiamo sopportare e che ci viene direttamente dal Pci. Un’opposizione senza idee, senza leader che sa dire solo stupidaggini, falsità. Un’opposizione che sa solo insultare e calunniare. Gli italiani però hanno buon senso e non si lasciano ingannare. Infatti il 56,6% dei nostri concittadini - spiega Berlusconi - apprezza e sostiene il presidente del Consiglio. Nel 2010 questi cittadini italiani ci hanno dato la vittoria nelle elezioni amministrative, nelle regionali e nelle europee, cosa che non è successa a nessun altro governo europeo in carica. E la prova indiscutibile dell’efficacia dell’operato del governo e del presidente del Consiglio".