Il premier non risponde e alza un muro: «Non ho niente da dire»

Dopo una giornata di trattative serrate, lo staff di Palazzo Chigi «sceglie» di ignorare la notizia e respinge le richieste della tv britannica. Che annuncia: il primo ministro italiano si rifiuta di parlare

da Roma

Neppure un «no comment» ufficiale, da Palazzo Chigi. Un muro totale, la scelta di ignorare la notizia, nella speranza probabilmente che cadesse nel vuoto.
Malgrado i ripetuti tentativi della redazione di Itv, la più importante rete televisiva privata inglese, che supera per ascolti anche la più famosa Bbc, Romano Prodi e il suo staff non hanno voluto commentare in alcun modo il filmato andato in onda nella serata di ieri. E, soprattutto, le pesanti accuse lanciate al premier dall'ex spia russa Alexander Litvinenko, poi avvelenata con il polonio. Dalla Turchia hanno fatto semplicemente sapere che non avevano «nulla da dire».
La decisione di diffondere il video delle dichiarazioni, è stata presa in mattinata nella sede centrale di Independent Tv, in Grey Inn. Nella riunione di redazione il servizio è stato affidato all’anchorman di punta Bill Neely, molto popolare in Gran Bretagna, quello che ha sempre seguito la vicenda in questi mesi.
Proprio lui, nel primo pomeriggio, ha iniziato a lavorare insieme ai suoi collaboratori, per mettersi in contatto con il presidente del Consiglio Prodi, o almeno con il suo portavoce Silvio Sircana, o almeno con un rappresentante dell’ufficio-stampa che rispondesse ufficialmente che il Professore non voleva rispondere.
Neppure questo è stato possibile e a Londra ritengono questo fatto perlomeno «inusuale». Di solito, ad una richiesta del genere, si risponde almeno con un comunicato ufficiale, appunto di «no comment». La richiesta dell’Itv è stata trasmessa all’inizio con una e-mail che spiegava l’intenzione del network televisivo di diffondere il documento in suo possesso, in cui Litvinenko parlava in prima persona di fronte alla telecamera, con la traduzione in inglese del fratello, Maksim.
Altri tentativi, numerosi, sono stati fatti per telefono in tutto il pomeriggio. Agli uffici di Palazzo Chigi, però, ci si è sempre scontrati con un muro. Prima, è stato riferito che c’erano problemi tecnici a mettersi in contatto con il premier e i suoi collaboratori in viaggio ad Ankara. Poi, che la presidenza del Consiglio aveva informato Prodi, ma che la risposta alla richiesta era stata semplicemente: «Il presidente non vuole commentare».
Un rifiuto totale, al quale dalla Itv hanno replicato chiedendo almeno un comunicato ufficiale che dicesse proprio questo, una e-mail comunque di risposta. Imbarazzo, scuse, da Palazzo Chigi, ma alla fine niente di niente.
Da Londra sembra che lo stesso Bill Neely abbia provato a mettersi in contatto, senza successo, almeno con Sircana, chiamandolo sul suo cellulare personale. L’anchorman sperava di riuscire a registrare la risposta, per dimostrare che ogni tentativo era stato fatto per sentire anche la controparte del servizio e dare spazio alla sua versione dei fatti, che controbilanciasse quella del suo accusatore russo. Regola principe del giornalismo, non solo anglosassone. Ma Neely non ha mai parlato con Sircana e da Roma l’impressione che si riceveva era che si volesse glissare totalmente sulla vicenda.
Solo alla fine del pomeriggio, poco prima del telegiornale di punta delle 19,30 del suo principale canale, la redazione londinese di Itv ha desistito e ha mandato ugualmente in onda il servizio, comunicando seccamente ai telespettatori che «il primo ministro italiano refuse di commentare qualsiasi cosa».
La prossima mossa, a quanto sembra, sarà quella di inoltrare in ogni caso una richiesta formale a Palazzo Chigi, per richiedere un’intervista a Prodi o a chi per lui, sulla vicenda. Magari, attraverso l’ambasciata italiana a Londra, o cercando altri canali. Almeno, rimarrà agli atti.
«Ci avventuriamo in un mondo oscuro, di trame», ripete spesso Neely. E lui, come la sua rete, hanno fatto ogni sforzo per ottenere un riscontro da Palazzo Chigi, per dimostrare la serietà del network e la sua volontà di non essere strumentalizzato.
Dietro a tutta questa vicenda c’è anche la competizione agguerritissima tra Itv e Bbc. La seconda, rete istituzionale, aveva preannunciato rivelazioni sulla storia di Litvinenko. E forse anche questo ha determinato la scelta di Itv, televisione di largo pubblico seguitissima nel Regno, di non tenere nel cassetto il video-bomba.