Il premier presenta il nuovo G8

RomaFosse stato per lui, la giornata l’avrebbe dedicata interamente al G8 e alla presentazione del summit che si terrà all’isola La Maddalena il prossimo 7, 8 e 9 luglio. Un appuntamento al quale Silvio Berlusconi tiene così tanto da aver voluto organizzare la presentazione ufficiale del logo del G8 in una location affascinante come le Terme di Diocleziano. Un’ora e passa insieme al ministro degli Esteri Franco Frattini e al sottosegretario Guido Bertolaso per fare il punto sul prossimo anno di presidenza italiana.
Ma sul tavolo del Cavaliere ci sono anche questioni di politica interna, in primis le preoccupazioni della Lega sul fronte del federalismo fiscale. Sono settimane, infatti, che il Carroccio segue una strategia di basso profilo in attesa che al Senato si sblocchi finalmente il provvedimento (ieri si è chiusa la discussione generale in Commissione) con l’obiettivo di arrivare all’approvazione definitiva prima della tornata elettorale (amministrative ed europee) di primavera. Perché, è il succo del ragionamento di Umberto Bossi, «se la Lega deve essere “di governo” ha bisogno di un risultato da presentare ai suoi elettori». Considerazione che ha come conseguenza neanche troppo implicita un ritorno alla cosiddetta «Lega di lotta» nel caso in cui il federalismo fiscale non quagliasse.
Così, annusata l’aria, ieri sera il Senatùr s’è presentato a Palazzo Grazioli insieme a mezzo stato maggiore del Carroccio (i ministri Roberto Calderoli e Luca Zaia, Federico Bricolo e Rosy Mauro) per fare il punto della situazione. Per dirla con le parole usate qualche giorno fa in Transatlantico dal capogruppo alla Camera Roberto Cota, «sorvegliare che i tempi vengano rispettati è un nostro dovere». Perché sul federalismo fiscale non incombe solo la crisi economica (che potrebbe richiedere un rallentamento) ma anche le frenate che seppure con molta discrezione continua a fare il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, preoccupato che il provvedimento non si trasformi in un semplice travaso di fondi al Nord con buona pace del Mezzogiorno. E che la Lega qualche timore lo nutra lo certifica la crociata sulle moschee che non ha trovato affatto d’accordo il Pdl. Come le poche parole che si limita a pronunciare il ministro della Semplificazione Calderoli lasciando in serata Palazzo Grazioli. «C’è la possibilità - spiega - di arrivare a un testo condiviso con la sinistra». Un modo per dire che il Carroccio è pronto anche a cercare una sponda nell’opposizione nel caso in cui il federalismo fiscale non si chiuda entro primavera. Anche perché, fa notare un ministro leghista, «il premier è spesso impegnato all’estero sul fronte internazionale» e «per noi resta lui l’unico garante».
Impegno che da gennaio sarà ancora più intenso visto che per la terza volta in quindici anni - «un record difficile da superare», dice Bertolaso - Berlusconi presiederà il G8. Un summit, spiega il premier, che coinvolgerà a pieno titolo i Paesi «ormai emersi» (Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa) più l’Egitto. Una riunione quindi «a geometrie variabili», pronta ad allargarsi di volta in volta a seconda dei temi sul tavolo. Per il summit della Maddalena saranno spesi circa 400 milioni di euro in opere pubbliche che, dice il Cavaliere, «resteranno alla Sardegna», mentre in questi giorni è stata completata «la più grande operazione di bonifica ambientale mai fatta». Un vertice, aggiunge, che si terrà «in totale sicurezza» anche se vista «l’esperienza traumatica di Genova» il problema «va tenuto in considerazione». Sul tavolo ci sarà soprattutto della strategia anti crisi. Le «origini» del disastro finanziario, spiega Berlusconi, «sono state medicate» e «ora dipende dai consumatori che non si devono far prendere dalla paura». Insomma, «basta con la filastrocca di media e sinistra» secondo cui tutto va male. «Con il decreto a sostegno di banche e imprese - aggiunge - abbiamo fatto il massimo che potevamo con questa situazione debitoria. Siamo stati i primi e abbiamo convinto gli altri Paesi a fare altrettanto».