Il premier: "Se il petrolio non cala via al nucleare"

Chi produce il greggio negli anni passati non ha investito abbastanza e, nel frattempo, è aumentata la speculazione. Oggi è urgente ridurre i consumi". Serve anche un "accordo per trovare un prezzo ragionevole"

Roma - "I Paesi produttori - afferma Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa con il premier maltese Gonzi - non hanno investito negli anni passati per il basso costo del barile, non sono state fatte nuove perforazioni, la possibilità di offerta non è aumentata. I consumi e la domanda sono aumentati. È aumentata anche la speculazione, con masse ingenti di capitali che si sono buttate sui futures. Queste cose hanno portato ai prezzi attuali".

"Ridurre i costi dell'energia" "Appare urgente - aggiunge il premier - ridurre i consumi di energia. Già oggi le famiglie consumano meno carburante. Divulgheremo presto 25 raccomandazioni per ridurre i consumi. Ci sarà presto una riunione fra Paesi produttori e Paesi consumatori per tentare un accordo su un prezzo ragionevole. Se non si dovesse riuscire, l’occidente dovrebbe immettersi in massiccia progettazione e costruzione di centrali nucleari".

L'alternativa è il nucleare "Appare urgente cambiare questa situazione" che sta portando ad un progressivo "impoverimento dell’Occidente ed arricchimento dei Paesi produttori": la soluzione o passa attraverso un accordo su un "prezzo ragionevole" del petrolio che possa "contenere" questo fenomeno, oppure l’Occidente si troverà costretto ad una "massiccia progettazione di centrali nucleari".