Il premier taglia gli aiuti ai giornali e si becca del fascista

da Milano

Quasi fossero stati finora pochi, per il governo Prodi, gli spunti e i motivi per trovarsi in rotta di collisione con le proprie componenti della sinistra estrema, ora ce n’è uno nuovo. Una grana che, perdipiù, rischia di provocare anche la floreale rivolta della componente più mite e centrista, quella che va sotto il simbolo della Margherita.
Il focolaio di questa ulteriore e potenziale infezione intestina alla maggioranza, è una piccola norma sperduta nello sconfinato mare magnum della Finanziaria firmata dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa (soltanto le due tabelle sono altrettanti malloppi di 400 pagine ciascuna). Norma con cui il governo Prodi intende ridurre del 7%, perdipiù con effetto retroattivo, i finanziamenti ai giornali politici o di partito. Che per quanto riguarda l’area di sinistra più o meno estrema comprendono l’Unità, il Manifesto e Liberazione e per il centrosinistra la testata Europa, quotidiano della Margherita. A beneficiare di questi finanziamenti sono peraltro anche testate politiche di centrodestra come la Padania (della Lega Nord) e il Secolo (organo di An), nonché testate non proprio precisamente di partito come Libero, il Riformista e il Foglio.
A lanciare per primo il grido d’allarme contro il provvedimento governativo taglia-finanziamenti, paragonandolo all’intervento con cui il regime fascista, nel 1925, chiuse l’Unità, l’Avanti e il Popolo, è stato ieri dalla prima pagina del suo giornale Piero Sansonetti, il direttore di Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista. «Con effetto retroattivo si riducono i finanziamenti ai giornali di partito del 7% - scrive Sansonetti - con un risparmio per lo Stato di 2 o 3 milioni di euro, più o meno lo 0,0005% del cosiddetto costo della politica, che è stato stimato in 4 miliardi (sempre di euro, ndr). Dunque, l’effettivo sollievo per le casse dello Stato è pari a 0».
Il direttore di Liberazione, che associa la sforbiciata ai giornali al provvedimento «ammazza minoranze» previsto per ridurre i costi della “Casta“ politica attraverso la riduzione del numero dei consiglieri comunali, individua senza giri di parole anche il motivo scatenante di questo colpo di coda governativo. E lo individua nella manifestazione popolare promossa per il prossimo 20 ottobre proprio da Liberazione insieme con il Manifesto e il settimanale Carta. Una manifestazione, ricorda Sansonetti, «per chiedere al governo di darsi una mossa e di smetterla con la sua condotta moderata, prudentissima e spesso a rimorchio di Confindustria». È quindi impossibile, insiste il numero uno di Liberazione, «fugare il dubbio che il taglio ai finanziamenti ai nostri giornali sia una specie di vendetta. Come dire: “Mi critichi, mi rompi i coglioni? E io, col mio potere, sono in grado di tagliarti i fondi e di strangolarti”».\