Premier allo United, coppa al City

Esaurite le scorte di brown ale, bitter o lager. Non c’è più un goccio di birra nei pub di Manchester. Lo United vince il 19° campionato della sua storia (gli bastava un pareggio ed è stato 1-1 in casa del Blackburn, gol di Emerton e rigore di Rooney) superando il record del Liverpool; il City vince la coppa d’Inghilterra (1-0 allo Stoke City, rete di Touré al 74’) tornando ad alzare un trofeo dopo 35 anni di malinconie, retrocessioni, fallimenti. Sir Alex e il signor Roberto sono i re di Manchester, Ferguson ha settant’anni ma salta con un bambino dinanzi ai diavoli con la maglietta rossa, Mancini ha ritrovato il gusto del football che l’Italia, forse l’Inter, gli aveva portato via. Storie di un sabato inglese, veramente english, senza mortaretti, senza proteste e insulti all’arbitro, senza invasioni di campo e risse nelle gradinate.
Uno scozzese e un italiano festeggiano con il football di Manchester, paperoni americani e sceicchi arabi contano i denari dei loro club, Blue Moon cantano i tifosi del City, la luna è blu come il colore dei campioni. You’re the next, voi sarete i prossimi, sta scritto sulle magliette dei tifosi dello United, messaggio rivolto ai rivali del Barcellona che dovranno venire a Wembley per la finale di Champions. Il Manchester è Ferguson, dodici dei diciannove campionati li ha vinti il baronetto di Scozia e dodici sono stati giocati da un grande gallese che porta il nome di Ryan Giggs, nessun tatuaggio sul corpo, niente brillantina tra i capelli, piedi raffinati, anni 38 il prossimo novembre, la normalità di un campione.
Roberto Mancini ha di nuovo la faccia da schiaffi dei giorni migliori, ha vinto come era riuscito a Vialli e ad Ancelotti, ha vinto insieme con Balotelli e il loro italian job è un cucchiaino di zucchero dopo l’amaro inglese di un anno difficile per Capello, Ancelotti, Di Matteo. Balotelli è stato nominato man of the match, dovrebbe servigli per comprendere che il calcio può essere una cosa seria e bella, soprattutto in Inghilterra, e non certo un teatrino di stupidaggini infantili. Manchester prepara due parade, il bus a due piani scoperti farà il giro della città, lo United ha confermato la festa lunedì 30 anche in caso di sconfitta nella Champions, anche perché è stato informato dalla polizia che, in caso di annullamento, dovrà pagare una multa pesante. Il City festeggerà lunedì 23, Noel Gallacher, degli Oasis, ieri in tribuna con la famigliola tutta vestita di blu, canterà per la sua squadra, lui si è comprato due file di sedie delle vecchie tribune del Maine Road, lo stadio storico abbattuto, con un pezzo della porta e alcune zolle. L’assistente di Mancini si chiama Brian Kidd, per una vita è stato con Ferguson allo United. Nessuno, a Manchester, pensa di insultarlo. La notte sarà lunghissima. È incominciata la festa. È già finita la birra.