Il premio «Andrea Fortunato» a Nedved e Mazzarri

In Campidoglio la terza edizione del riconscimento dedicato all'ex calciatore della Juve morto di leucemia. Presente anche il presidente bianconero Andrea Agnelli. Riflettori puntati sull'importanza dei test ematici, raccolte firme per proporre una legge che renda obbligatori controlli per sportivi

In ricordo del calciatore della Juventus morto negli anni '90 a causa della leucemia, nella sala della Protomoteca in Campidoglio si è svolta la terza edizione del premio Andrea Fortunato. L'iniziativa è stata organizzata dall'associazione «Fioravante Polito» di S. Maria di Castellabate (Sa) che si occupa di sensibilizzare il mondo sportivo sulla prevenzione dalle malattie ematiche e che sta raccogliendo le firme per far approvare una legge per la tutela della salute degli sportivi. Alla presenza, tra gli altri, del delegato capitolino allo Sport, Alessandro Cochi e del presidente della commissione Sicurezza, Fabrizio Santori, sono stati premiati Walter Mazzarri, allenatore del Napoli, Pavel Nedved, dirigente della Juventus, Giampiero Ventura, allenatore del Bari, Damiano Tommasi, ex calciatore della Roma. «Questo premio e quest'iniziativa - ha detto Cochi - dimostrano che il calcio non è solo un mondo fatto di soldi ma anche un contesto nel quale può svilupparsi una grande solidarietà».
«Lo scopo è che tutti gli sportivi, dall'età di sei anni, abbiano un passaporto che ne tracci gli andamenti ematologici e sia una spia fondamentale in caso di anomalie. Solo in questo modo lo sport potrà davvero dare una mano alla medicina», ha spiegato Davide Polito, impegnatosi in questo progetto nel 2006, dopo due operazioni al cuore.
Nel corso dell'evento è intervenuto anche Candido Fortunato, fratello di Andrea: «Questa legge non solo promuoverebbe una maggiore cultura della prevenzione, ma permetterebbe la creazione, nel tempo, di un elenco di donatori sani. Da soli sinora abbiamo fatto tanto, ma insieme possiamo fare ancora di più». «Nonostante la sconfitta, Andrea è un esempio di come la battaglia contro la malattia possa essere portata avanti. Anche uno sportivo può ammalarsi. Se alla condizione di stress determinata dall'eccessivo sforzo fisico si aggiunge una negligenza nei controlli, la salute può risultare compromessa. E la salute è il bene primario del genere umano», ha proseguito il dottor Franco Aversa.
Una testimonianza diretta è stata fornita da Flavio Falzetti: «Giocavo nel Gubbio quando mi è stato diagnosticato un cancro. Dopo due anni di scarso rendimento, spiegato sempre con superficialità, senza il supporto di controlli, ho scoperto la malattia. Ci combatto dal 1998, non bisogna arrendersi. Nel frattempo continuo ad allenarmi e ho dato vita alla prima squadra di atleti malati e guariti dal cancro».
Tra gli ospiti più attesi, Andrea Agnelli: «Prevenzione è la parola chiave, è necessaria per individuare la malattia quando è ancora allo stadio uno. Se sono qui oggi è per ricordare l'affetto che la Juve nutre per Andrea. Vorrei inoltre che il mondo dello sport si unisse in questa campagna: si è forti, se si è compatti».
Tra i premiati appunto Walter Mazzarri, meritevole di aver «esaltato i talenti individuali, instaurando un fruttuoso legame tra squadra, città e ambiente sportivo». Ha invece vinto il premio «Solidarieta» Pavel Nedved: «Ho pensato a lui perchè è un esempio di impegno assoluto verso la squadra e verso il singolo. Pavel ha sempre dato tutto sino all'ultimo», ha spiegato Andrea Agnelli.