Il Premio Balzan? Quasi quasi è meglio del Nobel...

Dopo la recente intemerata del carneade svedese Horace Engdahl, il segretario permanente dell’Accademia di Stoccolma che pochi giorni prima dell’assegnazione del Nobel per la Letteratura escluse l’ipotesi che un Philip Roth o una Joyce Carol Oates potessero essere premiati - «Gli americani sono troppo insulari, provinciali, ignoranti»; e soprattutto dopo lo scippo dell’ambito riconoscimento per la Fisica a Nicola Cabibbo da parte di tre giapponesi che si sono limitati a generalizzare una formula la cui paternità è da attribuire esclusivamente allo scienziato italiano; dopo tutto questo - ultime puntate di una secolare soap opera a base di intrighi, polemiche, contestazioni, censure e segreti - ci è venuto il leggero sospetto che forse...
Che forse il Nobel è davvero sopravvalutato. Eccessivamente sopravvalutato. E se esistesse, ci chiediamo, un Premio internazionale migliore - nel senso di più coraggioso e disinteressato nelle scelte - del Nobel? Ad esempio...
Ad esempio, il Premio Balzan. Esagerato? Può darsi, però tentando un (azzardato) paragone fra i due ambitissimi allori, scopriremmo che: 1) il comitato che domani a Roma consegnerà i Balzan è composto da personalità di primissimo livello mondiale i cui curricula sono pubblici e a disposizione sul sito www.balzan.it (e fra questi, per caso, c’è anche Nicola Cabibbo) mentre è noto che i nomi degli accademici di Stoccolma hanno «risonanza» esclusivamente in Scandinavia: il più famoso, fino a due anni fa presidente del ristrettissimo cenacolo, è Kjell Espmark. Tanto per dire. 2) il Balzan, almeno sinora, ha elegantemente evitato di scivolare in uno sterile e stucchevole antiamericanismo di maniera: quest’anno su quattro Premi (per tradizione due a testa per le categorie «lettere, scienze morali e arti» e «scienze fisiche, matematiche, naturali e medicina») due sono stati assegnati ad americani; 3) il Balzan consiste in un premio di un milione di franchi svizzeri e ogni vincitore deve destinare almeno la metà della somma a nuovi progetti di ricerca, mentre il Nobel (10 milioni di corone svedesi, cioè circa un milione di euro) viene incassato senza obblighi di destinazione...; 4) il Balzan quest’anno ha premiato, fra gli altri, Ian Frazer, il medico australiano che ha scoperto il vaccino per la prevenzione del tumore di origine virale del collo dell’utero (responsabile di 250mila decessi annuali) e che ha annunciato un paio di giorni fa la scoperta di un nuovo vaccino per il tumore della pelle, mentre - almeno questa è l’accusa mossa da più parti - i premi Nobel sono più di una volta andati ai cosiddetti «farmacisti». Il primo cura, gli altri ricercano per se stessi... 5) il Balzan ha premiato per la Pace - il riconoscimento «cade» ogni quattro anni - personalità sempre «al di sopra di ogni ragionevole sospetto» e che (contrariamente a quanto è spesso accaduto, anche quest’anno, al Nobel) non hanno mai dato adito a polemiche...
Forse daremo adito a una polemica, o forse no, ma confrontando i due emeriti premi, ci è venuto un leggero sospetto.