Premio «Garda» a Mario Cervi per i 66 anni di giornalismo

La platea del XXX congresso del Rotaract non gli ha risparmiato gli applausi che merita. Ieri pomeriggio lo storico club ha salutato con un’ovazione Mario Cervi e gli ha consegnato il premio Garda 2011 alla carriera.
Mai riconoscimento fu più meritato, se si pensa che Cervi, 90 anni compiuti nello scorso marzo, è diventato giornalista nel 1945: la sua carriera ha spento ben 66 candeline. Una lunga testimonianza giornalistica mai interrotta, visto che Cervi è una firma di punta del Giornale, ai cui lettori non fa mancare il suo punto di vista sempre lucido e tagliente.
Cervi, del resto, compare nell’«albo d’oro» dei fondatori del Giornale, essendo stato per anni, come ha scritto Stefano Lorenzetto «il braccio destro (e anche sinistro) di Indro Montanelli», con il quale ha condiviso tante battaglie e passioni, da quelle giornalistiche a quelle storiografiche, avendo firmato insieme i 13 volumi della famosa «Storia d’Italia». Ma è da tempo stato riconosciuto che la stella professionale di Cervi brilla di luce propria. Come accadde nel periodo in cui il giornalista cremasco, appassionato di sci nautico, fu direttore del Giornale, dal 1997 al 2001. E come accade oggi, con i suoi editoriali e le sue prese di posizione sull’attualità e la storia. Di cui ha dato un saggio anche ieri al Congresso Rotaract, aperto da una sua relazione sui 150 anni dell’Unità d’Italia.