«Premio Viareggio» salvo ma solo a metà

«Andiamo a fare il premio, sono molto contenta». Parole della presidente del Viareggio-Repaci, Rosanna Bettarini, pronunciate ieri poco prima che la giuria si riunisse nella sala Europa dell’hotel Esplanade per scegliere i vincitori. Dunque tutto valido, premio salvo. E si possono archiviare le polemiche dei giorni scorsi? Questo no. Perché il pericolo che il Viareggio saltasse è stato sì superato, ma a costo di perdere per strada oltre metà giuria. Soltanto in nove sono infatti entrati all’hotel Esplanade: Giorgio Amitrano, Marcello Ciccuto, Pietro Ghilarducci, Sergio Givone, Grazia Livi, Giuseppe Leonelli, Simona Costa, Mario Graziano Parri e Mario Santagostini. Più una giurata di fresca nomina, Gloria Manghetti. Tutti gli altri, quelli della «fronda» anti-Bettarini, hanno dato le dimissioni. Con la conseguenza che il numero legale necessario per procedere al voto (la metà dei giurati più uno) si è nettamente abbassato. Se a ranghi completi il quorum era infatti di 12 giurati, dopo le dimissioni della «fronda» è passato a sei. Quindi: il premio è salvo, la «serenità» un po’ meno.
Ma tant’è. I vincitori delle quattro sezioni sono stati scelti ieri, o almeno così dovrebbe essere. Bocche cucite sui nomi, per ordine tassativo della presidente. L’annuncio verrà dato solo durante la cerimonia di premiazione in programma domani sera. Intanto dal Comune di Viareggio, che ha tirato un sospiro di sollievo al momento della riunione dei giurati, fanno sapere che dal prossimo anno molte cose cambieranno.
«Da settembre - ha detto l’assessore alla Cultura, Cristina Boncompagni - metteremo mano allo statuto, che è ormai superato e ha causato problemi per le nomine dei nuovi giurati e alla selezione dei libri finalisti». Si vedranno i risultati. Si spera positivi.