Prende il volo su un Boing 747 il carburante ecologico

Japan Airlines e Boeing fanno decollare un jumbo con «fuel» verde composto al 50% da derivati delle piante della camelina, della jatropha e da alghe: solo il restante 50% è kerosene tradizionale

Eco-sostenibilità sempre più elevata anche nei cieli. Japan Airlines ha effettuato - ed è la prima compagnia aerea a farlo nel mondo - un volo dimostrativo utilizzando un biocarburante di seconda generazione estratto da piante di camelina, jatropha e da alghe. Il volo è stato realizzato con un Boeing 747-300 dotato di motori Pratt & Whitney che è decollato dall'aeroporto di Haneda a Tokyo. A bordo non c'erano passeggeri nè carico e l'aereo ha effettuato un volo di circa un'ora e mezzo. Il Boeing 747-300 di Japan Airlines si è alzato in volo utilizzando una miscela composta al 50% da un biocarburante ricavato dalle piante della camelina (84%), della jatropha (meno del 16%) e da alghe (meno dell'1%) e per il restante 50% da kerosene tradizionale. «Il biocarburante di seconda generazione utilizzato - spiegano Boeing e Jal - dimostra una buona efficienza nelle prestazioni e soprattutto non è in competizione con le colture rivolte all'alimentazione umana e non contribuisce alla deforestazione». «Inoltre - aggiungono - il suo utilizzo non ha richiesto nessuna modifica al motore e all'aereo, predisposti per un normale rifornimento di carburante a base di petrolio». Ma cosa ci si aspetta da questo volo con carburante più eco-sostenibile? «Il maggiore beneficio che deriva dall'uso di questo tipo di biocarburanti - spiegano ancora Boeing e Jal - è dunque la capacità di ridurre le emissioni di gas serra durante l'intero ciclo di vita di un aereo e di migliorare le performance ambientali dell'aviazione commerciale e in particolare degli stessi aerei che vengono utilizzati oggi». Ma la sperimentazione continua. I dati registrati durante il volo verranno analizzati nelle prossime settimane da un team composto da Boeing, Japan Airlines e Pratt & Whitney. «Queste analisi - sostengono la compagnia aerea e il colosso aerospaziale - dovrebbero confermare in modo decisivo l'idoneità delle prestazioni, dal punto di vista operativo, dei biocarburanti di seconda generazione e la loro fattibilità commerciale». (PStef)