«Preoccupati per il servizio soprattutto nell’hinterland»

Fontana: «Sono competenti e forniscono un’assistenza preziosa anche nei momenti più critici»

I soccorritori della Croce rossa competenti e preparati. A promuoverli ci pensa Giancarlo Fontana, il responsabile del servizio d’emergenza 118. La centrale che dal Niguarda invia le ambulanze in tutta Milano e provincia. «Con la Croce rossa italiana - spiega - abbiamo un duplice rapporto. A noi offrono soccorso territoriale in città e nell’hinterland e collaborazione nei casi di maxi-emergenza che richiedono anche l’intervento della Protezione Civile, come il crollo del palazzo di via Lomellina e lo schianto dell’aereo privato contro il Pirellone».
Ma che tipo di rapporto c’è?
«Un ottimo rapporto. Per noi sono importanti».
Tutto perfetto quindi?
«Per la verità abbiamo avuto qualche problema con loro. Mesi fa per un certo periodo le ambulanze della Croce Rossa, per loro difficoltà organizzative, non partivano dalle postazioni disseminate per Milano ma dalla loro sede di via Pucci. Si è trattato però di un problema che è stato risolto prima dell’estate. Per quanto riguarda, invece, i problemi che stanno vivendo in questo periodo i precari della Cri, ci vedono quali osservatori un po’ preoccupati».
Il motivo della preoccupazione?
«Il fatto che le ambulanze della Croce rossa sono una buona parte di quelle che ci forniscono il servizio in provincia. A Milano, invece, quelle della Cri sono solo due su un totale di ventiquattro».
Ma i soccorritori della Croce rossa come sono?
«Ben preparati, come i soccorritori di tutte le altre associazioni di cui ci serviamo. Anche perché non ci accontentiamo della loro preparazione interna. O meglio, per precisare va detto che tutti i soccorritori devono frequentare un corso di formazione di centoventi ore, al termine del quale devono superare due nostri esami: un test scritto e una prova pratica. Devono simulare un soccorso con un manichino. Una volta superati i test diventano soccorritori del 118. Solo allora possono lavorare a bordo delle autoambulanze».
Questa preparazione è sufficiente?
«Si, perché i soccorritori della Cri, come del resto anche quelli delle altre Croci, sanno usare il defibrillatore. Sono pertanto in grado di fornire un’assistenza preziosa ed efficace nei momenti critici».
Anche gli autisti delle ambulanze devono essere esaminati da voi?
«Nel loro caso non ce n’è bisogno. Vengono formati esclusivamente dalle loro associazioni».