«La preparazione è un’arte»

«Se dopo la prima tazza, si afferra da soli la teiera per servirsene di nuovo, allora il primo passo è fatto, ecco che inizia la scoperta del tè».
Così è successo a Dario Milana, imprenditore e artista milanese che da due anni ha abbracciato la filosofia del tè, diventandone un profondo amatore e gran esperto. Oggi non riuscirebbe a farne a meno. Ne beve anche un litro al giorno, si fornisce direttamente dalla Cina, dove è stato per assistere all'autentico rito e per vedere le piantagioni. Pasteggia a tè e non si muove mai senza il kit con cui è in grado di prepararsi la sua bevanda ovunque si trovi.
Come si spiega questa passione?
«Il tè cambia la vita. Non solo è buono, ma fa anche star bene. È dotato di virtù curative eccezionali, i cui effetti rigenerano la mente e si sentono sul corpo. In Cina le foglie di tè vengono usate anche per impacchi, massaggi e, essiccate, per le imbottiture dei cuscini».
In cosa consiste il rito del tè in Cina?
«È una vera e propria arte cui dedicano la massima dedizione. Riguarda la coltivazione delle piantagioni in zone "doc", il raccolto (che avviene manualmente), la dimostrazione del rito, che può durare ore; si consuma in ambienti quasi sacri dove servitori e geishe con vassoi e teiere offrono il tè all'ospite, secondo regole e tempi rigorosi. La foglia, ad esempio, viene sciacquata poco prima d'essere usata per l'infuso».
Quali sono i segreti e gli attrezzi per preparare un buon tè?
«Occorre semplicemente una buona teiera, un bollitore a temperatura controllata e il tè, rigorosamente sfuso, non in bustina. Per prepararlo bisogna versare la miscela nell'acqua alla giusta temperatura (ogni varietà di tè ne ha una specifica); il tempo d'infusione dev'essere di almeno tre minuti e il tè va bevuto puro, senza aggiungere zucchero, latte o altro».
È vero che il tè e il vino possono essere paragonati?
«Sì, perché entrambi presentano caratteristiche, qualità e anche costi differenti in base alla zona di coltivazione, all'annata del raccolto, alla concentrazione del prodotto. Esprimono un gusto e una cultura, sono usati come regalo e hanno un corredo di accessori immenso. Le racconto un aneddoto: ogni volta che metto in tavola, accanto a del buon vino, una teiera, la gente all'inizio beve il tè per educazione, a fine cena non tocca più il bicchiere del vino, ma continua a riempirsi la tazza».