Presa la gang degli iracheni

Un professore riesce a far arrestare i malviventi

Dopo aver borseggiato un giovane professore universitario, gli avevano dato appuntamento nel parco di Colle Oppio per restituirgli i documenti e gli effetti personali, ma solo in cambio di cento euro per ogni oggetto recuperato. Al secondo incontro, tuttavia, i due ricattatori, rifugiati politici di origine curda irachena, sono stati arrestati dai carabinieri che si erano appostati durante lo scambio.
Secondo i carabinieri della compagnia piazza Dante, potrebbe essere un rituale consolidato quello di cui è stato vittima un ingegnere e professore universitario di 35 anni. Dopo aver subito il furto, l’uomo aveva ricevuto una telefonata nella quale gli era stato comunicato che per recuperare i documenti e alcuni effetti personali si sarebbe dovuto recare al parco di Colle Oppio. Il giovane professore era corso sul luogo dell’appuntamento dove aveva trovato i due rapinatori in compagnia di altri clandestini. Dopo avergli suggerito di rovistare tra i rifiuti, uno di loro gli aveva consegnato uno solo dei documenti rubati, chiedendo in cambio cento euro. Il resto della refurtiva, gli era stato detto, avrebbe potuto recuperarlo il giorno dopo in cambio di altro denaro. Al termine dell’appuntamento, il giovane ingegnere aveva denunciato l’accaduto ai carabinieri.
Il giorno seguente, i militari della Compagnia Piazza Dante e della Stazione Celio si sono recati all’appuntamento assieme al giovane professore, si sono appostati all’interno del parco e al momento dell’incontro tra la vittima e i suoi estorsori sono intervenuti bloccando e arrestando i malfattori.
I due extracomunitari, K.A. e H. R. (rispettivamente 40 e 30 anni) sono ora nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’autorità giudiziaria, con l’accusa di estorsione aggravata e continuata in concorso. Intanto i carabinieri proseguono le indagini per identificare gli altri membri della banda e per verificare se altre persone siano state vittime di analoghi episodi.