Prescrizione breve, il Pdl affretta E D'Alema fa infuriare la Bindi

Il Pdl fa fretta sulla prescrizione breve: dopo l'ok in commissione e l'inversione dell'ordine del giorno, il testo approda a Montecitorio. La maggioranza punta a votare la norma quanto prima. Il Pd lascia l'aula: "Vergogna". Ma Alfano ribatte: "E' un'indignazione programmata". La Bindi vuole l'Aventino, ma D'Alema ironizza: "Che vuoi?
Che gli vado a menare? Mi levo gli occhiali e vado...&quot;. Ed è bagarre nel Pd. Poi Bersani opta per un <em>sit in</em> di protesta davanti a Montecitorio

Roma - A Montecitorio la maggioranza accelera sul provvedimento volto a ridurre la durata dei processi, proponendo e incassando l’inversione dell’ordine del giorno, che prevedeva al primo punto l’esame della legge comunitaria. Una mossa che innesca la furibonda reazione delle opposizioni (i cui rappresentanti nel Comitato dei Nove della commissione Giustizia hanno abbandonato per protesta i lavori, parlando di "blitz inaccettabile"). Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, non ci sta e rispedisce al mittente le accuse ("Oggi all’ordine del giorno c’era un'indignazione programmata"), mentre il premier Berlusconi ricorda che "l'accorciamento dei processi è voluto dalla Ue". Il Pd perde la testa con la Bindi che propone l'Aventino, D'alema che la zittisce fracendole venire una crisi di nervi e Bersani che opta per un sit in di protesta davanti a Montecitorio.

Il Pdl affretta i lavori Il deputato del Pdl Simone Baldelli ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno della Camera per mettere al primo punto il provvedimento sul processo breve. Il presidente della Camera Gianfranco Fini, davanti alla richiesta di inversione dell’ordine del giorno, ha deciso di "chiamare l’aula a pronunciarsi, dando la parola a un esponente per gruppo". Spiegando la decisione di consentire un voto dell’aula sull’inversione dell’ordine del giorno, Fini ha motivato la sua scelta richiamando le decisioni assunte dalla giunta per i regolamenti fin dal 1998. Subito dopo l'aula ha approvato l’inversione dell’ordine del giorno proposta che è passata per quindici voti di scarto. Contro la richiesta si sono espressi i deputati di Pd, Idv, Fli e Udc. Dopo la proclamazione del risultato, dai banchi dell’opposizione si è urlato: "Vergogna, vergogna!".

Alfano bacchetta l'opposizione A infiammare il confronto con le minoranza è soprattutto l’ok all’inversione dell’odg. La proposta di procedere subito all’esame del provvedimento sul processo breve è passata con una maggioranza di 15 voti. Hanno votato a favore Pdl e Lega, hanno votato contro Pd, Idv e Nuovo Polo. Appena il vicecapogruppo del Pdl Simone Baldelli ha chiesto di accantonare l’esame della Comunitaria e passare direttamente al testo che prevede tra l’altro la prescrizione breve per gli incensurati, è stato l’azzurro Simone Baldelli, il Pd, col presidente dei deputati Dario Franceschini, è insorto, denunciando la violazione dell’articolo del regolamento della Camera che riserva all’opposizione uno spazio dei lavori dell’Aula per le proprie proposte di legge. "Vergognatevi", ha detto il capogruppo Pd. Fini ha osservato che "la presidenza non può che consentire che l’assemblea sia chiamata a pronunciarsi", citando a sostegno della sua scelta le precedenti decisioni assunte dalla Giunta per il regolamento nelle sedute del 24 settembre e del 29 settembre del 1998.

Sit in del Pd davanti a Montecitorio Immediata reazione del Pd alla "forzatura" della maggioranza in aula sul processo breve. Il segretario Pier Luigi Bersani ha infatti lanciato per oggi pomeriggio alle 18 un sit in davanti a Montecitorio. Al presidio saranno presenti, oltre a Bersani, il vicesegretario Enrico Letta, la presidente Rosy Bindi, e i capigruppo di Camera e Senato, Dario Frnaceschini e Anna Finocchiaro. Il Pd fa sapere che vuole dire "basta con le amnistie personali, con le prescrizioni brevi, con le bugie, con le intimidazioni alla magistratura". "Il presidente del Consiglio, imputato di reati gravissimi in diversi processi, deve accettare - afferma ancora il Pd - di comportarsi come tutti gli altri cittadini. Invece di adoperarsi per distruggere il sistema della giustizia in Italia, deve presentarsi di fronte ai giudici e spiegare lì le proprie ragioni. Nessuno può essere al di sopra della legge". 

Diverbio in aula tra Bindi e D'Alema Acceso diverbio nell’emiciclo di Montecitorio tra il presidente del Pd Rosy Bindi e Massimo D’Alema. Motivo del contendere: l’abbandono o meno dell’Aula come gesto di protesta contro la maggioranza. La Bindi sosteneva la tesi dell’Aventino, mentre D’Alema era contrario. Alla fine, quest’ultimo ironizzando, forse per smorzare un po' i toni del dibattito, avrebbe detto: "Che vuoi? Che gli vado a menare? Mi levo gli occhiali e vado...". L’ironia, però, sarebbe piaciuta poco al vicepresidente della Camera che a quel punto, racconta sempre chi ha assistito alla scena, sarebbe andata davvero su tutte le furie.

E Fini raddoppia i tempi per l'opposizione Si allungano i tempi dell’approvazione alla Camera del processo breve. Il presidente Gianfranco Fini ha raddoppiato i tempi di intervento in aula dell’opposizione, che ne ha fatto richiesta durante la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. "Speriamo di chiudere entro venerdì", ha poi riferito Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. Non è escluso che si tengano anche sedute in notturna. "Stiamo decidendo", ha spiegato sempre Cicchitto.