Il «Presente» accanto all’Arengario

«Milano dovrebbe avere pure un museo del presente. Anche se il concetto sembrerebbe contraddittorio: si può musealizzare l’arte del presente?. Il presente va vissuto». Così si è espresso ieri il professor Stefano Zecchi, assessore alla Cultura del Comune, partecipando all’inaugurazione del restauro di villa Belgiojoso-Bonaparte. In realtà il progetto di questo museo è già in cantiere da tempo. Ma il luogo scelto, i vecchi gasometri alla Bovisa, ha creato una montagna di problemi. In termini di costi e di tempi. «Poiché il disinquinamento dei gasometri va per le lunghe e io non vorrei vedere il nuovo museo dall’alto dei cieli - ha ripreso l’assessore - mi piacerebbe vedere il Museo del Presente accanto all'Arengario, nella torre dove oggi hanno sede alcuni uffici comunali». Suggerendo una nuova ipotesi operativa: nell’Arengario il museo del Novecento, di fronte quello del Presente. «L'apertura del Museo del Presente potrebbe essere il percorso ideale di una città in cui l'arte ha una sede privilegiata per l'estensione museale», ha concluso l’assessore.