«Presentiamo esposti a Procura e Corte dei conti»

«Fare una gara mettendo insieme due società che si occupano di cose così diverse come gli aeroporti e le autostrade, significa solo che il duo Pisapia Tabacci vuol fare un regalo al signor Gamberale». Giulio Gallera (Pdl), il presidente della commissione Controllo aziende a partecipazione comunale dove oggi pomeriggio approda la proposta di vendere con un’unica asta il 18,6 per cento di Serravalle e il 20 per cento di Sea, minaccia battaglia.
Presidente Gallera, cosa farà il centrodestra? Ostruzionismo in aula?
«Non solo. Ci rivolgeremo alla magistratura, un esposto alla Corte dei conti e uno alla Procura».
Cosa chiedete alla Corte dei conti?
«Ragione della vendita di un bene pubblico che è stato gravemente svalutato».
Non è che la Serravalle vada a ruba. Due bandi d’asta sono andati deserti.
«L’assessore Bruno Tabacci è arrivato il 13 giugno e già il 20 diceva ai giornali che nessuno avrebbe comprato la Serravalle perché il socio privato non poteva entrare nel consiglio di amministrazione».
Sono le leggi del mercato.
«Grazie al senso di responsabilità del centrodestra il presidente della Provincia Guido Podestà ha cambiato lo statuto».
E quindi?
«Era stato lo stesso Tabacci a dire che il valore delle quote sarebbe salito. E, invece, adesso ci si accontenta di 145 milioni».
Quella è la base d’asta, Pisapia spera che qualcuno offra di più.
«Nessuno offrirà di più perché quello è un bando fatto su misura per F2i, il fondo di Vito Gamberale».
Un’accusa grave.
«È una gara farsa con gravi profili di illegittimità. Su quel bando c’è già scritto chi lo vincerà. Andremo in Procura».
Sono ammesse offerte separate.
«Nessuno è interessato. Tutti sanno che parteciperà solo Gamberale che ha fatto l’offerta di acquisto congiunta».
Non capisco perché nessuno possa fare un’offerta congiunta.
«È allucinante mettere insieme due asset così diversi. Non interessa a nessuno. E come mai per Serravalle si è fatto un bando di appena 15 giorni? Non è strano?».
Pisapia dice che c’è fretta, che bisogna stare dentro il patto di stabilità.
«Cera tempo fino al 31 dicembre. E non è ancora più strano che guarda caso dopo solo 6 ore dalla chiusura di un bando velocissimo, Gamberale depositi un’offerta per il doppio acquisto con la valutazione della Serravalle a 145 milioni?».
Che c’è di strano?
«Perché Gamberale non ha partecipato al bando? Forse perché voleva anche la Sea. A prezzi di svendita».
Lui fa i suoi affari.
«Certo. Sono Pisapia e Tabacci che non fanno gli affari dei milanesi, dando via la Serravalle a 145 milioni di euro nonostante il cambio dello statuto. E in più la Sea. É questo che chiediamo alla magistratura».
Il bilancio del Comune è in rosso e c’è il patto di stabilità.
«I conti di Tabacci sono truccati. Solo dal dividendo straordinario della Sea arriverebbero 124 milioni».
E allora perché?
«Una svendita del patrimonio dei milanesi ai poteri forti amici di Tabacci e Pisapia. E per di più fatto da forze politiche che hanno sempre difeso il controllo pubblico delle società e l’azionariato diffuso. È incredibile».