Il presentimento della numero 22

Bisognerebbe tornare a poco più di un mese fa, quando si scriveva che nessuno al Genoa si era voluto prendere la responsabilità di indossare la maglia numero 22. La maglia di Borriello era davvero troppo pesante da indossare? Oppure qualcuno aveva già come un presentimento? Certo, oggi è facile dire che Milito è il centravanti ideale per far dimenticare Supermarco, oggi è facile dire che per la tifoseria il Principe è un idolo ancora più amato, insomma, che la maglia numero 22 finisce sulle spalle più indicate. Forse però in pochi hanno fatto caso a una coincidenza. E cioè che la 22 non era solo la casacca di Borriello, che sarebbe potuta finire in eredità a Lucho Figueroa, tanto per restare su un delantero che fa impazzire la Nord. No, il numero 22 era proprio quello di Diego Milito. Non nel Genoa, dove giocava con il 9, ma proprio nel Real Saragozza, dove ha incantato nella Liga, dove ha messo in ginocchio i galacticos del Real Madrid. Insomma, dove è stato consacrato a livello internazionale.
Ora al Genoa non avrebbe potuto indossare la maglietta a quarti con il numero 9 perché è già del connazionale Lucho Figueroa. Ma avrebbe potuto contare sul «suo» 22. Certamente nelle febbrili ore del contratto in zona Cesarini non avrà influito questo dettaglio, ma in una favola come quella del Principe, si può anche dire che un mese fa... c’era un volta chi pensò bene di non scegliere il 22.