«La presenza del governo ai Giochi? Vedremo»

da Roma

«Non è affatto esclusa» una partecipazione del governo italiano alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino 2008 nel prossimo mese di agosto. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, puntualizzando che Roma «si adeguerà agli orientamenti dell’Unione Europea. La tradizione vuole, trattandosi di inviti del Cio, che la rappresentanza sia del ministro dello Sport, quindi del nostro sottosegretario». Gli orientamenti dell’Ue, va aggiunto, non sono ancora stati manifestati, come lo stesso ministro ha chiarito: e se alla fine non dovessero esservi, «deciderà il governo italiano». Il titolare della Farnesina ha poi precisato che non sono esclusi altri livelli di partecipazione governativa.
Ieri a Napoli il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha spiegato ai giornalisti che il suo «personale parere è che le Olimpiadi siano fatte per favorire l’amicizia e lo scambio tra i popoli». L’ipotesi della mancata presenza di una delegazione del nostro governo alla cerimonia inaugurale dei Giochi era legata alle proteste levatesi in Occidente a seguito della brutale repressione della rivolta tibetana nello scorso marzo. Alcune dichiarazioni rilasciate ieri prima di quelle di Frattini dal sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica avevano lasciato credere che il messaggio del governo fosse quello opposto: «La partecipazione delle autorità italiane alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici non è ancora stata decisa, ma al momento non vede favorevole il governo italiano», aveva detto Mantica rispondendo in Commissione al radicale Matteo Mecacci. Ma il ministro si è affrettato a chiarire che non c’è alcuna contrapposizione tra le sue posizioni e quelle del suo sottosegretario: «Mantica ha letto un testo dove è scritto che ci atterremo alle direttive europee».