Presenze tv, Vespa e Mentana gelano le proteste di Veltroni

Altolà di Walter sul rush finale in video. I due conduttori: nessun aiuto a Berlusconi

da Roma

Siamo un’onda che monta, dice di sé il candidato premier del Pd. Un’onda che s’increspa, cerca di alzare i toni, recuperare gli incerti, ma spesso s’infrange sulla dura realtà. Sale la tensione dell’ultima settimana, e Walter Veltroni affida a una petulante nota del Loft il compito di rianimare il fronte televisivo, che ormai langue orfano del confronto diretto con Berlusconi.
«Garantire un vero equilibrio nell’ultima settimana della campagna elettorale nell’informazione pubblica e privata», chiede pretestuosamente il Pd. «Non è possibile che a Berlusconi siano assicurate posizioni di vantaggio. Colpisce che egli abbia annunciato che aprirà la doppia intervista di Matrix in una fascia oraria di migliori ascolti... Come colpisce che a lui tocchi non solo la chiusura della serie di Porta a Porta, sulla base di un sorteggio avvenuto senza la presenza di rappresentanti dei candidati premier, ma anche quella di tutte le trasmissioni d’informazione politica del servizio pubblico, avendo così una sorta di ultima parola». Piange il piatto del Pd, che ritiene finora «sproprozionate e non eque» le presenze in video dei due candidati maggiori su Mediaset e Rai. All’intemerata veltroniana replicano però i diretti interessati. Enrico Mentana con filosofia: «È comprensibile che ognuno si garantisce e si cautela, non facciamone un dramma. Però né io né Mediaset intendiamo favorire nessuno». D’altronde decide un sorteggio, così come è accaduto in Rai, per Porta a Porta. La nota del direttore Bruno Vespa è irritata: «Comprendiamo il nervosismo che coglie tutte le forze politiche negli ultimi giorni di campagna elettorale, ma non immaginavamo che fossero messi in discussione i criteri ipergarantisti che abbiamo usato per stabilire l’ordine di apparizione dei quattro principali candidati premier...». Se fosse stato seguito il criterio stabilito dalla commissione di Vigilanza, precisa Vespa, l’ultima presenza in tv sarebbe toccata a Berlusconi: ed è per questo, «per una forma non richiesta di ulteriore garanzia per le parti, che il 20 marzo si è proceduto a due sorteggi presso lo studio di un notaio romano, alla presenza del produttore di Porta a Porta e di un avvocato della Rai». Prassi seguita anche nel 2001, quando ancora una volta a Berlusconi era toccata l’ultima parola: «Com’è noto, un uomo piuttosto fortunato», celia Vespa.
Fallito l’ultimo polverone sulla tivù, la nuova tattica aggressiva di Veltroni porta ad attaccare duramente Bossi («incompatibile con incarichi di governo»), ma rischia di combinarla grossa a Roma, dove la Sinistra Arcobaleno, stufa delle continue aggressioni, minaccia di rompere l’alleanza con Rutelli. «Ma come - sbotta Diliberto -, prima ci cacciano e non vogliono fare l’accordo con noi, e adesso ci dicono che se perdono e vince Berlusconi è colpa nostra? Franceschini ha una bella faccia tosta a dire che siamo come Nader. Se la bugia fosse reato, oggi a Franceschini dovrebbero dare l’ergastolo». A Walter, naturalmente, pure il 416-bis.\