Presi gli aggressori del ciclista Sono due giovani romeni: uno di loro ha soltanto 15 anni

Erano all’«Onda anomala», in uno stabilimento balneare di Ostia, a divertirsi, quando sono stati rintracciati dai poliziotti. Gli agenti hanno notato che uno dei due romeni era in possesso del cellulare del ciclista ridotto in fin di vita sulla pista ciclabile di Tor di Valle lo scorso 17 agosto e quindi li hanno fermati e condotti in Questura.
È stato proprio uno dei due a puntare il dito contro l’amico, indicandolo come il responsabile della brutale aggressione. In manette è finito, così, Marcelo Relu, 19 anni, romeno, clandestino in Italia, senza fissa dimora e con piccoli precedenti penali. Il compagno si è scagionato dalle accuse e ha fatto il nome di un altro ragazzo, di 15 anni, come probabile complice, indicando anche dove gli agenti lo avrebbe potuto trovare. Il minorenne è stato individuato poco dopo, nei pressi di una baracca nella zona di via Idrovore della Magliana. Durante l’interrogatorio ha accusato Relu dell’aggressione materiale di Luigi Moriccioli, 60 anni, dirigente dell’Asl, colpito alla testa con un palo di legno e rapinato, mentre pedalava tranquillamente sulla sua bicicletta. I due hanno raccontato di essere scappati, una volta sentito l’elicottero e le sirene della polizia, attraversando a nuoto il Tevere fino alla sponda opposta. L’uomo, ferito, rimase riverso per terra, privo di sensi e senza nemmeno i documenti, fino a quando fu trovato e soccorso. Solo due giorni dopo la moglie, che era in vacanza fuori Roma, riuscì a riconoscerlo ritornando nella capitale. L’uomo è tuttora ricoverato al San Camillo, in gravi condizioni.
Dopo i numerosi episodi di violenza, ultimo caso l’aggressione ai danni di una donna a Colle Oppio, è inevitabile che si apra un «caso romeni» in città. Rimbalzato ancor di più all’attenzione dei media dopo l’agguato a Giuseppe Tornatore, rapinato e malmenato martedì all’Aventino da due romeni. Sull’onda emotiva sollevata dalle ultime cronache, lo stesso sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha parlato a chiare lettere di «rimpatrio». «Bisogna che delle persone rimpatrino, lo dico con molta nettezza all’ambasciatore e con molta fermezza a tutti, bisogna favorire questo processo, visto che abbiamo trovato le condizioni». Ovvero 1.500 posti di lavoro, pronti, in Romania, per chi dovrà lasciare l’Italia, grazie a un protocollo di intesa, siglato dal Comune con imprese italiane e romene. Si attendono i risultati, anche se la sensazione, per chi è all’opposizione, è che si chiuda il recinto quando i buoi sono ormai fuggiti. Dal primo gennaio di quest’anno, data in cui la Romania è entrata a tutti gli effetti nell’Ue, si è registrato un aumento del 120 per cento di presenze di romeni in città. «Il susseguirsi di episodi gravissimi dimostra ancora una volta l’incapacità di chi amministra la Capitale di trovare soluzioni adeguate per garantire la sicurezza - ha commentato Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di An alla Provincia di Roma - dopo aver permesso, senza controllo, la libera creazione di una città invisibile, fatta di favelas». In una di queste, bivaccava anche il minorenne, complice dell’aggressione al ciclista. La sua posizione è al vaglio della Procura dei minori. Intanto, Marcelo Relu, accusato di tentativo di omicidio, comparirà oggi davanti al gip Enrico Imprudente, per la convalida del fermo.