Presi gli albanesi «specialisti» dei furti in villa

Stefano Vladovich

Rapine in villa a Civitavecchia: bloccati e arrestati due clandestini albanesi con i «ferri» del mestiere addosso. Per settimane hanno seminato il terrore fra i residenti dei quartieri San Liborio e San Gordiano e per giorni hanno fatto impazzire gli inquirenti, alla ricerca di indizi e, soprattutto, di una pista certa. Niente da fare fino all’alba di mercoledì quando Eduart Ndoka e Orest Bilbili, di 28 e 24 anni, sono incappati in una «gazzella» dei carabinieri ferma all’imbocco della statale Aurelia direzione Roma. I due, a bordo di una Audi A4 station wagon appena rubata, all’alt hanno risposto spingendo a tavoletta l’acceleratore. I militari del nucleo radiomobile dietro. Sono passate le 4 di ieri: l’inseguimento è al cardiopalma, dalla periferia Sud di Civitavecchia verso Santa Marinella. Sono cinque chilometri da brivido per tutti, inseguitori, fuggiaschi e i pochi pendolari che già si trovano lungo la statale. Sono i carabinieri ad avere la meglio. Costretti a fermarsi sul lungomare della cittadina balneare, bloccati fra il muro di cinta di uno stabilimento e l’arenile, agli albanesi non resta che arrendersi. Non prima, però, di tentare l’ultima, disperata, fuga a piedi sulla spiaggia. Nel cofano della macchina appena sottratta dal garage di un villino in via dei Poggi, a San Gordiano, assegni in bianco, carte di credito, denaro contante, oro, gioielli, orologi, una decina di telefoni cellulari e un televisore con schermo al plasma. Nella cassetta degli attrezzi gli arnesi utilizzati per i vari colpi: un piccolo trapano a mano con cui praticavano un foro negli infissi di legno e un filo di ferro sagomato, ricurvo, che una volta inserito nelle porte e finestre veniva utilizzato per agganciare e far scattare le maniglie. «Per prendere tempo - spiega il maggiore dei carabinieri Francesco Cavallo, comandante della compagnia Civitavecchia - ed evitare che potessimo scoprire il resto della refurtiva hanno fornito indirizzi sbagliati. Gli inquilini reali sono risultati estranei alla vicenda». Vecchia conoscenza per le forze dell’ordine Bilbili. «Un soggetto pericoloso e astuto - continua il maggiore Cavallo - autore di rapine e incriminato, tra le altre cose, per sfruttamento della prostituzione». Numerose, insomma, le azioni messe a segno dalla gang, noncurante di agire con i proprietari di casa addormentati in camera da letto. Tra i vari raid che gli inquirenti attribuiscono con certezza alla coppia di extracomunitari, oltre ai tre di cui è stato rinvenuto il bottino, i furti avvenuti all’inizio della settimana nelle abitazioni di una villa bifamiliare a San Liborio e i tre di pochi giorni prima in altrettante ville in via Don Milani, a poche centinaia di metri di distanza. Identico il modus operandi e la traccia lasciata (il forellino nel legno): metodo impiegato solo nelle porte chiuse senza mandata. Il valore delle scorrerie supera, solo in questi casi, gli 80mila euro (50mila la notte scorsa). I due sono finiti nel carcere di Borgata Aurelia in attesa del processo per direttissima.