Presi due killer di Colturani sono i capi del commando

Alla cattura è sfuggito soltanto Vasile Cogeban, ancora latitante in patria

L’uccisione di Marzio Colturani, il medico milanese assassinato durante una rapina nel novembre 2007, non fu un delitto improvvisato, ma il salto di qualità di una gang criminale organizzata e ramificata. Finora, per quel delitto, c’era in carcere solo il «pesce» più piccolo della banda, la badante Tatiana Mitrean, basista del colpo in casa Colturani. Ieri invece una nuova ondata di ordini di custodia ha cambiato radicalmente il quadro. Il giudice Paolo Ielo ha ordinato l’arresto per omicidio volontario aggravato di Iure Popescu e Serghiei Dragan, 33 e 29 ani, entrambi moldavi. C’erano anche loro il 13 novembre a irrompere nella casa del ginecologo, a imbavagliarlo fino a soffocarlo e a svuotare la cassaforte.
Popescu - dicono le indagini del Nucleo Investigativo dei carabinieri - era il cervello dell’organizzazione dedicata a traffici di ogni genere sull’asse tra Milano e Chisinau: droga, soldi, donne e soprattutto automobili. È nel milieu della criminalità moldava a Milano che nasce il progetto del colpo a casa Colturani, quando uno della banda - Vasile Cogeban, oggi latitante in patria - raccoglie dalla sua vecchia fiamma Tatiana Mitrean la «dritta» sui gioielli e i quadri custoditi nell’abitazione del medico.
Per mesi, dopo l’uccisione del professionista, le indagini hanno scandagliato l’universo dei clan moldavi e lituani. Centinaia di telefoni vengono messi sotto controllo. Che Iure Popescu sia stato l’ideatore dell’impresa i carabinieri iniziano a sospettarlo quasi subito, ma mancano le prove. Cogeban è già sparito, poche ore dopo il delitto, portando con sé la refurtiva. C’è il rischio che anche Popescu cambi aria. Invece in marzo il boss inciampa: lo trovano in possesso di merce rubata, finisce a San Vittore per ricettazione; pochi mesi dopo anche la sua spalla Serghiei Dragan viene fermato per una faccenda minore, cento grammi di coca. A quel punto, a bocce ferme, le indagini possono continuare con più serenità. Fin quando arriva la conferma di ciò che già si intuiva da molte intercettazioni: gli spostamenti dei telefonini rivelano che la mattina del 13 novembre i tre moldavi - Popescu, Dragan, Cogeban - erano tutti in via Comerio. E partono gli ordini di arresto.